Duro botta e risposta tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio; a scatenare lo scontro sono le anticipazioni del libro “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia” dell’ex premier e attuale presidente del Movimento 5 stelle, presentato al Tempio di Adriano a Roma. Conte ha risposto a Di Maio con ironia: “Mi ha molto stupito che con tutto quello che sta succedendo in Medio Oriente abbia avuto il tempo di leggere la rassegna stampa di oggi. Però deve leggere tutto il libro per avere un’impressione più completa”.
Al centro del contendere i retroscena contenuti nel volume. Nel capitolo sulla rielezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica, avvenuta a fine gennaio 2022, Conte racconta — come anticipato dal Corriere della Sera — che il 28 gennaio concordò un incontro a tre con Enrico Letta e Matteo Salvini, nel corso del quale fu proposta come candidata Elisabetta Belloni, ambasciatrice e all’epoca capo del Dis, definita “figura di alto profilo e grande esperienza”. Secondo Conte, la candidatura fu sabotata da “un attacco concentrico” di Matteo Renzi, Di Maio “deciso a contrastare qualsiasi nominativo appoggiato da me”, e Lorenzo Guerini del Pd.
Un secondo filone del libro, anticipato dal Fatto Quotidiano, riguarda i rapporti con Mario Draghi e Beppe Grillo durante il governo. Conte scrive di essersi trovato “nel paradosso di dover essere io a mostrare le unghie per proteggere il cambiamento faticosamente avviato dal M5s”, e accusa l’errore politico di Grillo di aver costruito “un rapporto personale con Mario Draghi” che finiva per “confliggere con la rappresentanza dell’intera comunità”. Secondo Conte, Grillo lo chiamava ogni mattina costringendolo a “dovermi difendere giustificando punto per punto i motivi di contrasto al provvedimento di turno”. Il passaggio che ha fatto più rumore riguarda “l’incidente” che avrebbe rivelato “il tentativo di Draghi di convincere il fondatore del M5s a isolare il sottoscritto e ad appoggiare Di Maio”, episodio reso noto dal sociologo Domenico De Masi.
Di Maio ha risposto con tre storie su Instagram. “Stamattina l’onorevole Giuseppe Conte, per lanciare il suo nuovo libro, ha fatto trapelare alla stampa alcuni retroscena su di me. Costringendomi a intervenire”, ha scritto l’ex capo politico M5S e attuale rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico. Di Maio ha definito di essere “profondamente orgoglioso” di essere stato tra i protagonisti della rielezione di Mattarella e di aver goduto della stima di Draghi, ma ha accusato Conte di citare “un episodio completamente falso proprio su di me e l’ex presidente del Consiglio Draghi”, parlando di “una pessima caduta di stile, visto che uno dei protagonisti, il professore Domenico De Masi, non può più essere coinvolto in un contradditorio”.
Di Maio ha poi attaccato la coerenza politica di Conte: “Al di là del vittimismo, che in politica funziona sempre, Conte nel suo libro elenca ulteriori ‘congiurati’: Matteo Renzi, Lorenzo Guerini e altri, rei di aver sostenuto il governo Draghi dopo la caduta del Conte II e di aver partecipato attivamente alla rielezione del presidente della Repubblica. Peccato che oggi quei ‘draghiani’ siano tutti i suoi alleati nel cosiddetto campo largo”. E ancora: “Sono gli stessi che, con i loro voti, gli permettono di sostenere sindaci, presidenze di regione e, domani, forse anche ministeri”. “La differenza è che nel suo libro si racconta come vittima di queste persone. Nella realtà ci governa insieme”, ha concluso Di Maio.
Durante la presentazione del libro Conte ha parlato anche del centrosinistra e delle future alleanze. “Partito democratico, Movimento 5 stelle, Avs siamo già in una condizione, in un atto iniziale, non perché siamo esclusivisti, ma perché abbiamo già lavorato insieme, partiamo da qui e poi vedremo altri che vorranno partecipare”, ha detto. Sul tema delle primarie di coalizione, Conte si è detto favorevole: “Io sono stato l’ultimo a chiedere le primarie, anche Schlein ha dato disponibilità”. Ha precisato però che nel campo progressista “non c’è questa consuetudine” per cui il partito che prende un voto in più esprime automaticamente il premier, come avviene a destra.
Infine, Conte ha parlato di Beppe Grillo, con cui è in corso una disputa legale sul nome e il simbolo del Movimento 5 stelle: “Non mi sono mai considerato nemico di Beppe Grillo. Semmai sono stato attaccato da lui, ma io non l’ho mai attaccato dal punto di vista personale anche perché ho sempre apprezzato il suo ruolo di fondatore”. Sul fronte giudiziario, Conte ha mostrato sicurezza: “Essendo avvocato ho studiato bene le cose” e non teme la causa intentata da Grillo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
