Uno sciame sismico composto da circa 25 scosse ha interessato la provincia di Udine nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2025. Secondo i dati dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), l’attivita’ sismica e’ iniziata alle 21:53 e si e’ protratta per quasi nove ore, fino all’alba, con epicentro localizzato nell’area delle Alpi Carniche, a breve distanza dai centri di Preone e Tolmezzo.
La sequenza ha mostrato una magnitudo variabile tra 0.4 e 2.9. Le scosse di maggiore intensita’ si sono concentrate nella fascia oraria compresa tra le 22:00 e le 22:47, con i primi due eventi significativi rispettivamente di magnitudo 2.0 e 2.4. La scossa piu’ forte dell’intera sequenza, di magnitudo 2.9, e’ stata registrata intorno all’una di notte ed e’ risultata quella avvertita piu’ distintamente dalla popolazione.
Gli ipocentri sono stati localizzati a una profondita’ compresa tra i 10 e i 13 chilometri. Nonostante la magnitudo contenuta, la relativa superficialita’ degli ipocentri ha favorito la propagazione delle onde sismiche nelle vallate circostanti, amplificando il risentimento del fenomeno in un’area geografica piu’ ampia rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da eventi di tale entita’.
La scossa delle ore 01:00, la piu’ intensa dello sciame, e’ stata avvertita in diversi comuni della provincia: oltre a Preone e Tolmezzo, il fenomeno e’ stato percepito anche a Tramonti di Sotto, Socchieve, Nimis, Clauzetto, Ravascletto e Villa Santina. Alcuni residenti sono scesi in strada per precauzione, mentre si registrava un notevole afflusso di segnalazioni sui canali social della zona. Lo sciame sismico non ha causato danni a persone o strutture.
Il Friuli-Venezia Giulia rappresenta uno dei nodi tettonici piu’ attivi della penisola italiana. Il territorio regionale e’ sede dell’interazione tra la microplacca Adriatica e quella Eurasiatica: il movimento verso nord della placca Adriatica, che spinge contro il blocco alpino, genera un accumulo costante di energia che si libera periodicamente attraverso rotture lungo i piani di faglia, dando origine a sequenze sismiche come quella registrata nella notte tra il 14 e il 15 aprile.
Lo sciame sismico nell’area di Preone e della Carnia rientra pertanto nel quadro della normale attivita’ geodinamica che caratterizza questa porzione dell’arco alpino. La regione e’ storicamente soggetta a terremoti di rilevante entita’ — come il devastante sisma del 1976 — e il monitoraggio continuo dell’INGV consente di tracciare in tempo reale l’evoluzione di ogni sequenza sismica sul territorio. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
