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Rapina alla Credit Agricole di Napoli, blitz concluso: i banditi in fuga dalle fogne

Rapina alla Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro a Napoli: liberati 25 ostaggi, blitz del Gis concluso e banditi probabilmente fuggiti nelle fogne.
Credit © LocalTeam

Napoli ha vissuto ore di forte tensione nel quartiere Arenella, dove la rapina alla filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro si è trasformata in un caso ad altissima complessità operativa, con l’intervento dei reparti speciali dei carabinieri e con l’ipotesi, sempre più concreta, che i malviventi siano riusciti a sottrarsi alla cattura attraverso la rete fognaria sottostante l’edificio .

Il blitz dei Gis si è concluso nel tardo pomeriggio dopo l’irruzione all’interno dell’istituto, effettuata intorno alle 16.45, quando i militari dell’Arma hanno fatto ingresso nei locali ritenendo che i rapinatori fossero ancora asserragliati nella banca, mentre all’esterno la piazza restava blindata e sotto il controllo delle forze dell’ordine . Durante l’azione sarebbero stati uditi diversi colpi, verosimilmente esplosioni di flashbang utilizzate per saturare l’ambiente e ridurre il rischio per gli operatori, mentre l’operazione complessiva si è chiusa poco dopo le 17.20 .

Secondo le ricostruzioni emerse nel corso della giornata, il commando era composto da almeno tre persone, forse quattro o cinque, e aveva preso in ostaggio circa 25 persone tra clienti e dipendenti presenti nella filiale al momento dell’assalto, prima che gli ostaggi venissero progressivamente liberati senza conseguenze gravi . Alcuni dei presenti hanno accusato malori e forte shock emotivo, ma non risultano feriti di rilievo, elemento che ha permesso di concentrare le operazioni sulla ricerca dei responsabili più che sulla gestione di un’emergenza sanitaria generalizzata .

L’ipotesi della fuga attraverso le fogne ha preso corpo dopo il ritrovamento di un varco nella pavimentazione, individuato dagli operai Abc, e dopo l’accertamento che all’interno della banca non vi fosse più alcuna presenza dei rapinatori al momento dell’irruzione delle teste di cuoio . In un contesto urbano come quello napoletano, caratterizzato da una rete sotterranea estesa e complessa, l’eventualità di una via di fuga nei cunicoli è stata considerata fin dalle prime ore come una pista concreta dagli investigatori .

La vicenda si è sviluppata in una sequenza rapida e ad alta pressione, iniziata in mattinata con l’irruzione dei rapinatori e proseguita con il cinturamento dell’area da parte di carabinieri e polizia, mentre sul posto arrivavano anche il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e i reparti speciali del Gis, chiamati a gestire una situazione considerata particolarmente delicata . La presenza della magistratura sul luogo dell’operazione ha confermato fin da subito il rilievo dell’episodio, sia per il numero degli ostaggi sia per la dinamica dell’assalto, maturato nel cuore di una zona trafficata e densamente popolata .

La liberazione dei sequestrati ha rappresentato il primo obiettivo raggiunto dalle forze dell’ordine, ma non ha chiuso il caso, perché l’attenzione si è immediatamente spostata sulla ricostruzione del percorso seguito dalla banda e sull’eventuale supporto logistico che avrebbe consentito ai rapinatori di muoversi nei sotterranei cittadini . La dinamica resta infatti oggetto di verifiche, con gli investigatori impegnati a chiarire se il gruppo sia entrato dalla vetrata, forse con un’auto ariete, e se abbia poi sfruttato il sistema fognario per allontanarsi prima dell’arrivo del Gis .

Il colpo alla Credit Agricole del Vomero ha messo in evidenza ancora una volta la vulnerabilità di un’area urbana complessa e stratificata, dove la pressione di un’azione criminale può rapidamente trasformarsi in una situazione di stallo con ostaggi, trattative di fatto imposte dai fatti e intervento di reparti d’elité . In questo quadro, il lavoro dei carabinieri si è concentrato sulla messa in sicurezza dell’istituto, sulla verifica di ogni possibile uscita e sulla raccolta degli elementi utili a definire con precisione la struttura del commando e le modalità della fuga .

Restano da accertare il bottino effettivo e il grado di pianificazione dell’azione, ma le informazioni circolate nelle ore successive indicano un assalto condotto con tempi rapidi, forte coordinamento e un evidente tentativo di guadagnare tempo attraverso la presa di ostaggi, prima dell’arrivo delle unità speciali . Il quadro investigativo, per ora, converge su un elemento centrale: i banditi non sono stati trovati all’interno della filiale al momento del blitz, e la pista delle fogne resta la più accreditata per spiegare la loro sparizione . Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!