Il corteo del 25 Aprile a Milano si è trasformato in un nuovo terreno di scontro attorno alla presenza della Brigata Ebraica. Nel pomeriggio di oggi, sabato 25 aprile 2026, lungo via Senato, lo spezzone con le bandiere e i simboli della Brigata è stato fatto uscire dal percorso principale sotto la scorta della polizia in tenuta antisommossa, dopo un lungo stallo provocato da contestazioni, fischi e cori ostili. Le cronache concordano nel riferire grida di “fuori, fuori” e una situazione di forte tensione, mentre la testa istituzionale del corteo ha proseguito verso piazza Duomo.
A raccontare la gravità di quanto accaduto è stato Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente in piazza con la Brigata Ebraica. “Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d’Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro”, ha dichiarato. Fiano ha poi aggiunto un passaggio ancora più duro, riferendo un insulto antisemita pronunciato al passaggio del gruppo: “Un signore passandoci di fianco ci ha detto: ‘Siete saponette mancate'”. Infine, il parlamentare dem ha sottolineato il carattere eccezionale dell’episodio: “Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così”.
Le tensioni erano nell’aria già alla vigilia di una celebrazione annunciata come delicata, con un clima segnato da divisioni interne al fronte antifascista milanese e da polemiche sulla presenza di simboli legati a Israele nel corteo. Nel corso della manifestazione, secondo diverse ricostruzioni, le contestazioni dei gruppi pro Palestina hanno rallentato o bloccato l’avanzata dello spezzone, fino alla decisione di farlo uscire dal tracciato principale. Da parte dell’Anpi nazionale sono arrivate letture critiche sulla gestione della presenza della Brigata, mentre il sindaco Giuseppe Sala ha commentato che una giornata segnata da simili fratture “non ci può piacere”.
L’episodio riapre così una ferita che a Milano si ripresenta da anni, ma che stavolta assume un peso ancora più forte per il livello delle offese denunciate e per il valore simbolico della data. Il 25 Aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo, si è ritrovato attraversato da parole e gesti che hanno spostato il baricentro della piazza dalla memoria condivisa allo scontro identitario. E proprio l’insulto evocato da Fiano, con il suo richiamo all’annientamento degli ebrei nei lager, consegna alla cronaca politica e civile di questa giornata un’immagine destinata a far discutere ben oltre Milano. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
