Una nuova ondulazione del flusso atlantico, associata a un impulso di aria fredda di origine nord-occidentale, investirà l’arco alpino nella giornata di mercoledì 6 maggio, determinando un marcato calo termico in quota e il ritorno di precipitazioni nevose su ampi settori montani. L’ingresso di aria più fredda nei medi livelli troposferici, combinato con un aumento dell’umidità nei bassi strati e con dinamiche instabili a carattere convettivo, favorirà nevicate diffuse su gran parte delle Alpi centro-occidentali.
Nel dettaglio, la quota dello zero termico è prevista in abbassamento fino a circa 2000 metri, con isoterme di 0°C attorno ai 1800–1900 metri nelle fasi più intense del peggioramento. Le temperature si attesteranno su valori tipicamente invernali: 3–4°C a 1500 metri e 1–2°C a 1800 metri, condizioni pienamente compatibili con precipitazioni nevose, specie in presenza di rovesci moderati o forti. In tali contesti, la quota neve potrà localmente scendere fino a 1700–1800 metri, con fenomeni di neve bagnata o pioggia mista nelle vallate più elevate.
Le aree maggiormente coinvolte comprendono il Piemonte alpino, con particolare riferimento all’alta Val Susa e alla Val Chisone, dove località come Sestriere (2035 m) vedranno nevicate continue durante le ore centrali della perturbazione. Coinvolte anche le alte valli cuneesi, tra cui la Valle Varaita e la Valle Maira, con fenomeni significativi sui rilievi prossimi al Colle dell’Agnello e al Colle della Maddalena.
Spostandosi verso la Lombardia alpina, le precipitazioni interesseranno l’Alta Valtellina, in particolare Trepalle (2069 m), dove la neve è attesa con accumuli anche moderati. Coinvolti anche i settori del Passo del Foscagno e le aree limitrofe a Livigno, con possibili disagi alla viabilità.
In Valle d’Aosta, il peggioramento assumerà caratteristiche pienamente invernali nei comprensori di alta quota come Breuil-Cervinia (2050 m), ai piedi del massiccio del Cervino, dove sono attese nevicate fitte e persistenti, con visibilità ridotta nelle ore pomeridiane. Fenomeni analoghi interesseranno anche i settori del Passo del Gran San Bernardo e del Passo del Piccolo San Bernardo, entrambi oltre i 2000 metri.
Particolarmente esposti risulteranno i valichi alpini più elevati, dove la precipitazione nevosa potrà risultare abbondante: il Passo dello Stelvio (2758 m) rappresenta il settore con i maggiori accumuli attesi, seguito dal Passo del Sempione. Nevicate più intermittenti o miste sono invece previste attorno ai 1800–2000 metri, come nel caso del Colle del Monginevro.
Le Alpi orientali, comprendenti il Trentino-Alto Adige e il Veneto montano, resteranno ai margini del sistema perturbato, con fenomeni più sporadici e quantitativi nevosi generalmente modesti o assenti al di sotto delle quote più elevate.
Il passaggio perturbato si presenterà rapido ma incisivo, con precipitazioni concentrate nell’arco di 12–18 ore. Tuttavia, l’impatto sul territorio sarà rilevante, soprattutto in termini paesaggistici e per la viabilità alpina, dove non si escludono criticità temporanee sui principali valichi.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
