Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha deciso di avviare un’azione civile nei confronti della giornalista Bianca Berlinguer e dell’emittente Mediaset, in relazione a quanto andato in onda nella puntata del 28 aprile della trasmissione Cartabianca. Al centro della controversia, le dichiarazioni sul cosiddetto “caso Minetti”, che il Guardasigilli ha ritenuto lesive della propria immagine personale e del ruolo istituzionale ricoperto.
L’iniziativa legale è stata affidata all’avvocato Giulio Micioni, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento in sede civile. Secondo quanto precisato in una nota del ministero della Giustizia, “si tratta di notizie e dichiarazioni (per le quali si è resa necessaria la smentita in diretta dello stesso ministro) considerate lesive dell’immagine dell’uomo e della istituzione che egli rappresenta”. Lo stesso dicastero ha inoltre fatto sapere che, in caso di esito favorevole della causa, l’eventuale risarcimento verrà devoluto in beneficenza a un ente impegnato nella tutela dei minori.
La vicenda trae origine dal dibattito televisivo che ha coinvolto, nei giorni precedenti, il giornalista Sigfrido Ranucci e il ministro Nordio, in merito a una presunta presenza del Guardasigilli in Uruguay insieme a Cipriani, legato a Nicole Minetti. Nel corso della trasmissione, Berlinguer ha ricostruito i fatti sottolineando come si trattasse di un’ipotesi non verificata: “Ranucci ha parlato solo di un’ipotesi da verificare sulla presenza di Nordio in Uruguay con Cipriani, compagno di Nicole Minetti”.
La conduttrice ha inoltre evidenziato la possibilità per il ministro di intervenire tempestivamente: “Il ministro della Giustizia ha potuto replicare immediatamente e direttamente, come era suo legittimo diritto”, ricordando che “il ministro ha telefonato in studio durante la trasmissione, questo è stato possibile perché andiamo sempre in onda in diretta”. In merito alla responsabilità dei contenuti, Berlinguer ha ribadito un principio cardine del format: “Gli ospiti sono responsabili delle loro parole. La trasmissione è libera e tutto si è svolto alla luce del sole”.
La decisione di Nordio apre ora un fronte giudiziario che intreccia diritto di cronaca, libertà di espressione e tutela della reputazione istituzionale, in un contesto mediatico già segnato da forti tensioni tra informazione televisiva e rappresentanti delle istituzioni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
