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Garlasco, Marco Poggi difende Sempio: “Mai visto il video di Chiara con Andrea”

Nuove audizioni e intercettazioni riaprono il caso Garlasco: la Procura insiste su elementi tecnici e dichiarazioni, mentre Marco Poggi ribadisce fiducia nei consulenti e collaborazione con gli inquirenti.

Si riaccendono i riflettori sul delitto di Garlasco con nuovi sviluppi investigativi che coinvolgono direttamente Marco Poggi e l’amico Andrea Sempio. Nella giornata odierna, Marco Poggi è stato ascoltato in Procura a Pavia, mentre Sempio è rimasto per circa quattro ore davanti ai magistrati avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Secondo quanto emerso da fonti qualificate, Marco Poggi sarebbe stato sentito esclusivamente dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. Durante l’audizione, gli sarebbero state fatte ascoltare alcune intercettazioni ambientali nelle quali Sempio, da solo in automobile, pronunciava frasi riferite a Chiara, confermando – secondo la ricostruzione degli inquirenti – elementi già al centro dell’indagine. In particolare, emergerebbero riferimenti a un presunto tentativo di approccio nei confronti di Chiara Poggi che sarebbe stato respinto.

Gli inquirenti avrebbero inoltre illustrato a Marco Poggi i principali elementi tecnici su cui si fonda la convinzione della Procura, tra cui la cosiddetta impronta 33 e gli esiti degli accertamenti genetici sul materiale biologico rinvenuto sotto le unghie della vittima. A quanto si apprende, Poggi avrebbe dichiarato di essere già a conoscenza di tali sviluppi, ribadendo tuttavia la propria fiducia nei consulenti tecnici suoi e della famiglia.

Nel frattempo, la posizione di Andrea Sempio resta al centro dell’attenzione investigativa, anche alla luce del suo silenzio davanti ai magistrati. Parallelamente, la difesa di Marco Poggi ha sottolineato la piena collaborazione del proprio assistito.

Il legale Francesco Compagna ha infatti dichiarato: “Non avendo mai avuto nulla da nascondere, Marco Poggi ha risposto anche in questa occasione a tutte le domande che gli sono state rivolte. Alla luce della sua nota decisione di non partecipare in alcun modo, ha inoltre avuto modo di apprezzare l’attenzione con la quale il Procuratore ha inteso tenerlo al riparo dalle inevitabili attenzioni dei giornalisti presenti a Pavia”.

Il clima resta dunque teso attorno a un caso che, a distanza di anni, continua a sollevare interrogativi e a riaprire scenari investigativi complessi, tra nuovi elementi tecnici e dichiarazioni destinate a pesare sull’evoluzione delle indagini. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!