La gestione dell’emergenza sanitaria legata al focolaio di hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius si trasforma in un caso politico che scuote la Spagna e mette sotto pressione il premier Pedro Sánchez. L’imbarcazione, ferma al largo di Capo Verde con 147 persone a bordo, è al centro di un duro braccio di ferro tra il governo centrale e le autorità delle Canarie, contrarie a un eventuale attracco nell’arcipelago.
A guidare l’opposizione è il governatore Fernando Clavijo, che denuncia la totale assenza di comunicazioni ufficiali e di indicazioni operative da parte delle autorità internazionali. “Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta né informazioni dalla Organizzazione Mondiale della Sanità“, ha affermato, chiedendo un confronto urgente con Madrid per chiarire i criteri che avrebbero portato a individuare le Canarie come possibile destinazione.
Il nodo principale resta quello sanitario. Clavijo ha evidenziato come l’arcipelago non disponga di strutture adeguate a gestire un’emergenza di questo tipo: un solo posto letto idoneo nelle isole e appena sette in tutta la Spagna per pazienti con infezioni simili. Una situazione che, secondo il governatore, rende impraticabile l’ipotesi di accoglienza della nave, soprattutto alla luce di un contagio che ha già colpito sette persone causando tre decessi, tra cui due membri dell’equipaggio.
Dal canto suo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha adottato misure di contenimento, disponendo l’evacuazione dei tre casi più gravi, già trasferiti nei Paesi Bassi. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha rassicurato sul fatto che il rischio per la salute pubblica globale resta basso, pur mantenendo alta la vigilanza.
Nel frattempo, medici specialisti olandesi sono attesi a bordo della Hondius per valutare la situazione sanitaria e supportare la gestione dei casi presenti. A Madrid, Sánchez ha convocato una riunione straordinaria con i ministri competenti per definire una strategia comune, che includa l’eventuale evacuazione dei passeggeri e la decisione finale sulla destinazione della nave, con Tenerife che resta una delle opzioni sul tavolo.
La crisi mette in luce non solo le fragilità del sistema sanitario in contesti periferici, ma anche le tensioni istituzionali tra governo centrale e autonomie regionali, in un momento in cui rapidità decisionale e coordinamento risultano cruciali per evitare un’escalation. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
