L’Australia non ha ancora “eliminato” il tumore del collo dell’utero in senso tecnico, ma ha raggiunto un passaggio che pochi anni fa sembrava quasi irraggiungibile: nel 2021, ultimo anno con dati nazionali disponibili citati nel più recente rapporto australiano, non è stato registrato nessun caso di carcinoma cervicale nelle donne sotto i 25 anni. È la prima volta da quando esiste la serie storica, iniziata nel 1982, e gli autori del rapporto parlano di un risultato “quasi certamente” attribuibile all’impatto della vaccinazione contro l’Hpv. Nello stesso anno l’incidenza complessiva nazionale è scesa a 6,3 casi ogni 100 mila donne, in calo rispetto ai 6,6 del 2020.
Il dato va letto con precisione, soprattutto in ambito medico. Zero diagnosi fra le under 25 non significa che il cancro cervicale sia sparito dal Paese, né che la malattia sia stata azzerata in tutte le fasce d’età. La soglia fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità per parlare di eliminazione come problema di sanità pubblica è inferiore a 4 casi ogni 100 mila donne, insieme al raggiungimento dei target 90-70-90: 90% di ragazze vaccinate entro i 15 anni, 70% di donne sottoposte a screening con test ad alte prestazioni entro i 35 anni e ancora entro i 45, 90% di trattamento per lesioni precancerose e tumori invasivi.
Il merito australiano sta nell’aver costruito con continuità una strategia integrata, e non nel solo vaccino. Il programma nazionale anti-Hpv è partito nel 2007, primo al mondo su scala nazionale secondo il rapporto C4, e la vaccinazione viene offerta gratuitamente soprattutto attraverso i programmi scolastici ai ragazzi di circa 12-13 anni, cioè prima dell’esposizione sessuale, la finestra in cui il vaccino ha il massimo impatto preventivo. A questo si è aggiunto il passaggio allo screening primario con test Hpv, più sensibile della vecchia citologia, oltre a una strategia nazionale che punta esplicitamente all’eliminazione entro il 2035. Lo stesso rapporto sottolinea che il traguardo potrebbe essere raggiunto anche prima sul piano epidemiologico, ma la conferma ufficiale dipende dalla disponibilità tempestiva dei dati nazionali.
C’è poi un elemento epidemiologico che rende il caso australiano particolarmente rilevante: il crollo dei casi nelle più giovani è il segnale più coerente con l’effetto di una vaccinazione fatta per tempo e con alte adesioni. Le coorti oggi entrate nell’età adulta sono quelle cresciute dentro il programma scolastico, e il fatto che proprio in quella fascia non si registrino diagnosi rafforza il nesso fra immunizzazione, prevenzione delle lesioni precancerose e drastica riduzione del rischio di tumore invasivo. Non a caso l’Australia continua a essere considerata il Paese più vicino a diventare il primo al mondo a eliminare il carcinoma cervicale come problema di salute pubblica.
Il confronto con l’Italia resta severo. I dati ufficiali del Ministero della Salute aggiornati al 31 dicembre 2024 mostrano che, nella coorte femminile 2012, la copertura per ciclo completo è al 51,18% a livello nazionale, molto lontana dall’obiettivo del 95% previsto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale; l’Istituto superiore di sanità conferma inoltre che nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge quella soglia nelle coorti esaminate. Il divario territoriale pesa molto: nella stessa coorte, diverse Regioni del Mezzogiorno restano sotto il 50% per ciclo completo, fra cui Campania (32,68%), Calabria (44,87%), Sicilia (23,37%), Sardegna (37,83%), Basilicata (48,07%) e Molise (45,98%).
La lezione australiana, quindi, non è quella di una vittoria improvvisa, ma di una politica sanitaria rimasta stabile per quasi due decenni: vaccinazione precoce, accesso scolastico, screening efficiente, registri affidabili e monitoraggio costante. È questo intreccio di strumenti, più che un singolo intervento, ad aver portato a un dato storico nelle under 25. Per l’Italia il messaggio è netto: il tumore del collo dell’utero è uno dei pochi tumori che oggi possono essere spinti fino alla soglia dell’eliminazione, ma solo se coperture vaccinali e screening smettono di procedere a macchia di leopardo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
