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Inquinamento, Greenpeace: in Pianura Padana 84% delle emissioni di gas serra generate da bovini

Il report di Greenpeace fotografa una situazione stabile ma critica nella Pianura Padana, dove l’elevata concentrazione di allevamenti continua a incidere in modo significativo su emissioni e qualità ambientale.

L’impatto ambientale degli allevamenti intensivi nella Pianura Padana resta elevato e sostanzialmente stabile nel tempo. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Padania avvelenata” pubblicato da Greenpeace Italia, che analizza le emissioni generate dal comparto zootecnico tra il 2017 e il 2023. I dati indicano che ogni anno nell’area vengono rilasciate circa 162,7 mila tonnellate di ammoniaca e 12,7 milioni di tonnellate di gas serra, confermando una pressione ambientale costante su uno dei territori più esposti a fenomeni di inquinamento atmosferico, idrico e del suolo.

La concentrazione degli allevamenti nelle regioni del Nord rappresenta un elemento chiave per comprendere la portata del fenomeno. Tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna si concentra infatti circa il 60% dei bovini e oltre l’80% dei suini allevati in Italia, secondo l’Anagrafe Zootecnica. Questa elevata densità si traduce in un contributo determinante alle emissioni complessive del settore. In particolare, i bovini emergono come principale fonte emissiva: sono responsabili del 65% delle emissioni di ammoniaca e dell’84% delle emissioni di gas serra attribuite alla zootecnia nell’intera area padana.

Lo studio, realizzato con il contributo delle ricercatrici dell’Università di Siena Valentina Niccolucci e Michela Marchi, individua anche le aree territoriali più critiche. In testa per impatto emissivo complessivo si collocano le province di Brescia, Cremona e Mantova. In particolare, il territorio bresciano contribuisce da solo al 14,9% delle emissioni di ammoniaca e al 15,3% di quelle di gas serra legate agli allevamenti nella Pianura Padana. A livello comunale, il primato per le emissioni di ammoniaca spetta a Fossano, seguito da Reggio Emilia e Montichiari. Per quanto riguarda invece i gas serra, la classifica vede in testa Reggio Emilia, davanti a Fossano e Parma.

Secondo Greenpeace, questi dati evidenziano una contraddizione normativa significativa. Come sottolineato dalla campaigner Agricoltura Simona Savini, gli allevamenti bovini risultano attualmente esclusi dagli obblighi previsti dalla Direttiva sulle Emissioni Industriali, nonostante il loro peso dominante nelle emissioni. Una lacuna che, secondo l’organizzazione, richiede una revisione e un rafforzamento della normativa, accompagnati da politiche volte a contenere l’espansione degli allevamenti intensivi.

Particolare attenzione è dedicata anche al ruolo dell’ammoniaca, sostanza derivante dalla gestione dei reflui zootecnici e dall’utilizzo di fertilizzanti azotati. Una volta rilasciata in atmosfera, contribuisce alla formazione di particolato fine, con conseguenze dirette sulla salute pubblica. Nel 2023, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, il particolato fine è stato responsabile in Italia di 43.083 morti premature, il dato più alto in Europa. Nello stesso anno, circa il 73% delle emissioni di ammoniaca del settore agricolo proveniva proprio dagli allevamenti, confermando il ruolo centrale della zootecnia nel quadro complessivo dell’inquinamento. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!