Si allarga l’inchiesta su uno degli episodi più inquietanti degli ultimi mesi: il furto della testa dal feretro di Pamela Genini, la giovane di 22 anni uccisa a Milano lo scorso 14 ottobre. Stando a quanto riportato dall’ANSA gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati Francesco Dolci, ex fidanzato della vittima, con le accuse di vilipendio di cadavere e furto. Il fatto sarebbe avvenuto nel cimitero di Strozza, dove la giovane era stata sepolta dopo il delitto che aveva già scosso profondamente l’opinione pubblica.
Dolci è stato convocato nella mattinata presso il comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, dove si trova sotto interrogatorio da prima di mezzogiorno. A condurre l’audizione è il pubblico ministero Giancarlo Mancusi, affiancato dai militari del reparto investigativo, impegnati a chiarire dinamiche e responsabilità di un gesto che presenta contorni ancora oscuri e disturbanti.
L’indagine si inserisce nel solco del procedimento già aperto per l’omicidio della giovane, per il quale è accusato il compagno Gianluca Soncin. La nuova svolta investigativa aggiunge un ulteriore elemento di gravità a una vicenda già segnata da violenza e dramma, aprendo interrogativi sulle motivazioni che avrebbero portato alla profanazione della salma.
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, mentre proseguono gli accertamenti tecnici e le verifiche sulle eventuali responsabilità. Al momento, non emergono dettagli ufficiali sulle dichiarazioni rese dall’indagato durante l’interrogatorio, né su possibili sviluppi immediati dell’inchiesta.
L’episodio ha suscitato sconcerto e indignazione nella comunità locale, già provata dal delitto di ottobre. La procura punta ora a ricostruire con precisione quanto accaduto all’interno del cimitero e a chiarire il ruolo di Dolci in una vicenda che si configura come uno dei casi più macabri e delicati degli ultimi anni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
