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Bonus anziani 2026, fino a 850 euro al mese per gli over 80: a chi spetta, come fare domanda e tutte le agevolazioni

Nel 2026 debutta la Prestazione Universale: 850 euro mensili per gli over 80 non autosufficienti, con vincoli stringenti e controlli INPS. Rafforzate anche le agevolazioni per gli over 70 su sanità, bollette e servizi.

Nel 2026 prende forma una delle più rilevanti riforme degli ultimi anni in materia di assistenza agli anziani: l’introduzione della Prestazione Universale, un contributo economico pensato per rafforzare la permanenza a domicilio delle persone non autosufficienti. La misura, che prevede un assegno mensile di 850 euro, si inserisce in un sistema più ampio di tutele che coinvolge anche i cittadini over 70, con agevolazioni su sanità, utenze e servizi essenziali.

Il nuovo sostegno economico è destinato esclusivamente agli ultraottantenni che si trovano in condizioni di gravissima non autosufficienza. Non si tratta di un contributo generalizzato, ma di un’integrazione all’indennità di accompagnamento già percepita. L’importo complessivo può così superare i 1.400 euro mensili, con l’obiettivo di garantire un supporto concreto alle famiglie impegnate nell’assistenza quotidiana. Il riconoscimento del beneficio è subordinato a una doppia condizione: da un lato la certificazione sanitaria rilasciata dalla commissione medico-legale dell’INPS, dall’altro un ISEE sociosanitario che non superi i 6mila euro annui. La misura punta chiaramente a sostenere le situazioni più fragili, evitando il ricorso alle strutture residenziali e favorendo la cura in ambito domestico.

L’accesso alla Prestazione Universale richiede una procedura ben precisa. La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS, utilizzando credenziali SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. In alternativa, è possibile rivolgersi ai patronati, che offrono assistenza gratuita nella compilazione e nell’invio delle richieste. Trattandosi di una misura sperimentale avviata nel 2026, l’erogazione decorre dal mese di presentazione della domanda e resta valida fino al 31 dicembre dello stesso anno, salvo eventuali proroghe normative. Un elemento fondamentale è il possesso attivo dell’indennità di accompagnamento: qualora questa risultasse sospesa, il diritto all’integrazione verrebbe automaticamente meno.

Un aspetto centrale della misura riguarda la destinazione vincolata delle risorse. Gli 850 euro mensili non possono essere utilizzati liberamente, ma devono essere impiegati per finalità precise legate all’assistenza. In particolare, il contributo serve a coprire i costi di badanti regolarmente assunti con un contratto di almeno 15 ore settimanali oppure per acquistare servizi da imprese qualificate nel settore della cura alla persona. Questo implica un obbligo stringente di rendicontazione: i beneficiari devono conservare tutta la documentazione relativa alle spese sostenute, come buste paga, contributi e fatture. L’INPS effettua controlli puntuali e, in caso di irregolarità o mancata dimostrazione dell’utilizzo corretto dei fondi, può richiedere la restituzione delle somme erogate, comprensive di interessi. Anche l’eventuale interruzione del rapporto di lavoro con l’assistente familiare, senza una sostituzione tempestiva, può comportare la perdita del beneficio.

Accanto alla nuova prestazione, il quadro delle agevolazioni per gli anziani si completa con una serie di misure già attive che interessano chi ha superato i 70 anni. Sul fronte fiscale e delle utenze domestiche, molti Comuni prevedono riduzioni o esenzioni sulla Tari per i cittadini con redditi contenuti, mentre nel settore delle telecomunicazioni sono disponibili tariffe agevolate che consentono di ridurre sensibilmente i costi della telefonia. Per quanto riguarda il canone Rai, al compimento dei 75 anni è possibile ottenere l’esenzione totale, a condizione che il reddito familiare non superi gli 8mila euro annui.

In ambito sanitario, restano confermate le esenzioni dal ticket già previste per gli over 65, con ulteriori benefici introdotti a livello regionale, come la gratuità per alcune prestazioni di pronto soccorso classificate come codici bianchi. Anche i servizi postali prevedono agevolazioni: i cittadini con più di 70 anni possono usufruire di commissioni ridotte sui bollettini, semplicemente esibendo un documento allo sportello. Infine, la Carta Acquisti continua a rappresentare un sostegno importante per le fasce più deboli: per gli over 70, la soglia di reddito per accedere agli 80 euro bimestrali è più elevata, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari.

Nel complesso, il 2026 si configura come un anno di svolta per le politiche sociali rivolte alla terza età. La combinazione tra nuovi strumenti e agevolazioni già esistenti delinea un sistema più articolato e mirato, capace di rispondere in modo più efficace alle esigenze di una popolazione sempre più longeva e spesso fragile. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!