Garlasco, la Famiglia Poggi contro i Carabinieri: “Condizionati da contesti opachi”

La famiglia Poggi rompe il silenzio e accusa presunte anomalie nelle indagini, evocando interferenze e pressioni. Parole che riaprono interrogativi su uno dei casi più discussi della cronaca italiana.
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Si riaccendono le tensioni attorno al caso di Chiara Poggi, con la famiglia della vittima che torna a puntare il dito contro le modalità investigative adottate in alcune fasi dell’inchiesta che ha visto coinvolto Andrea Sempio. Stando a quanto riportato da Fanpage in una lunga nota firmata dai legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, vengono espresse accuse gravi e circostanziate nei confronti dei Carabinieri della Stazione di Milano Moscova, ritenuti responsabili, secondo la ricostruzione difensiva, di aver operato in un contesto non pienamente trasparente.

Gli avvocati sottolineano come la famiglia abbia mantenuto finora un atteggiamento di riserbo istituzionale, evitando dichiarazioni pubbliche su aspetti ritenuti critici. Una scelta che, spiegano, nasceva dal rispetto per le istituzioni, ma che ora non appare più sostenibile alla luce delle circostanze. Nella nota si legge infatti: “Per rispetto istituzionale abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti ‘giornalistici'”.

Un passaggio particolarmente delicato riguarda il riferimento a presunti legami impropri con ambienti dell’informazione, un elemento che, se confermato, aprirebbe scenari complessi sul rapporto tra investigazioni e comunicazione mediatica. La famiglia Poggi, attraverso i propri legali, lascia intendere che tali interferenze possano aver inciso sull’andamento delle indagini, compromettendone l’imparzialità.

Nel documento si fa inoltre riferimento a pratiche investigative ritenute invasive, tra cui attività di intercettazione che avrebbero coinvolto direttamente i familiari della vittima. Gli avvocati parlano esplicitamente di un clima di pressione costante, segnato da episodi ripetuti nel tempo: “intercettazioni” e “continue aggressioni che si susseguono”. Espressioni forti che delineano un quadro percepito come ostile e lesivo nei confronti della famiglia. Resta ora da capire se e in che modo queste accuse troveranno riscontro nelle sedi competenti.

Prendiamo atto del fatto che la Procura di Pavia abbia ritenuto di sottoporre ad intercettazioni i familiari della vittima la cui incredibile colpa sembra essere stata quella di aver partecipato attivamente ad un processo penale conclusosi con la condanna irrevocabile di Alberto Stasi consacrata dalla Suprema Corte di Cassazione e di non credere in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio“.

Anche a fronte delle continue aggressioni che si susseguono da oltre un anno – si legge nel comunicato – nei loro confronti e della loro enorme amarezza per quanto sta avvenendo, Giuseppe, Rita e Marco intendono continuare a mantenere un atteggiamento rispettoso, evitando qualsiasi esternazione sul tema, nella convinzione che in uno Stato di diritto gli accertamenti processuali debbano avvenire nelle sedi a ciò preposte e nel rigoroso rispetto delle norme di riferimento“. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!