Si accende una dura polemica attorno alle parole pronunciate dal giornalista Massimo Giannini durante la puntata di DiMartedì andata in onda su La7 il 5 maggio. Nel corso di un dibattito sulla tenuta e la longevità del governo guidato da Giorgia Meloni, tra i più duraturi della storia repubblicana recente, Giannini ha utilizzato una metafora destinata a suscitare immediate reazioni indignate. Paragonando la durata dell’esecutivo alla vita di una persona molto longeva, il giornalista ha affermato: “Bisogna vedere in che condizioni ci arriva, se passa gli ultimi vent’anni della sua esistenza immobile su una sedia a rotelle a non fare nulla, è inutile che è vissuto così tanto”.
Un passaggio che ha rapidamente fatto il giro dei social e dei media, generando una bufera trasversale. Al centro delle critiche, l’utilizzo della disabilità come immagine negativa e svalutante, ritenuta offensiva da associazioni di settore e da esponenti politici, in particolare della maggioranza di governo.
Tra le prime reazioni, quella della Fish – Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie – che ha espresso una netta condanna attraverso una nota ufficiale. L’organizzazione parla di “profonda indignazione” e sottolinea come “nel pieno del dibattito, la condizione di disabilità è stata utilizzata come metafora degradante e svilente della vita umana, alimentando una narrazione offensiva nei confronti di milioni di persone con disabilità”. La federazione evidenzia la gravità del messaggio implicito, ribadendo che si tratta di “parole gravi, che associano la vita di una persona con disabilità a un’esistenza priva di valore, dignità e significato. Un messaggio inaccettabile, che non solo ferisce profondamente le persone direttamente coinvolte e le loro famiglie, ma contribuisce ad alimentare stereotipi discriminatori e una cultura abilista che dovrebbe essere contrastata con fermezza”.
Il presidente della Fish, Vincenzo Falabella, interviene con parole altrettanto dure, rimarcando il rischio di una regressione culturale sul tema dell’inclusione: “Ancora una volta la disabilità viene strumentalizzata con toni offensivi e degradanti. Le persone che vivono su una sedia a rotelle, anche nelle condizioni più difficili, non sono individui ‘inermi’ o ‘inutili’: sono persone che affrontano ogni giorno la vita con dignità, forza e pieno valore umano”. Falabella sottolinea inoltre un elemento che ha ulteriormente aggravato la percezione dell’episodio, ovvero la reazione in studio: “Ciò che mi ha lasciato davvero stupito, però, non è stato solo il contenuto di quelle parole, ma l’assenza totale di indignazione da parte dei presenti: invece del silenzio o della presa di distanza, è arrivato addirittura un fragoroso applauso”.
Sul fronte politico, la vicenda ha trovato una forte eco soprattutto tra gli esponenti del centrodestra. Tra le reazioni più dure, quella della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che sui social ha definito le parole del giornalista semplicemente: “Vergogna”. La ministra ha poi articolato un’accusa più ampia sul piano culturale e umano: “Persone che parlano in questo modo, per le quali è naturale e spontaneo dire che una persona con disabilità, o anziana, in carrozzina debba morire prima del tempo, dimostrano tutto il loro disprezzo e la loro ignoranza. Calpestano la dignità delle persone, le mortificano e sono disposte a tutto pur di parlare di quello che loro reputano importante in quel momento”.
L’episodio riapre con forza il tema della responsabilità del linguaggio nel dibattito pubblico e mediatico, soprattutto quando si affrontano questioni sensibili come la disabilità. La Fish, nella sua presa di posizione, ha infatti rivolto un appello diretto al mondo dell’informazione: “I professionisti dell’informazione e le redazioni televisive”, si legge nella nota, devono esercitare “una maggiore responsabilità nell’uso del linguaggio, affinché non si avallino più stereotipi pietistici o svalutanti che riportano indietro di decenni il percorso di inclusione nel nostro Paese”.
“Apprendo con sorpresa e amarezza di una polemica che mi riguarda, a proposito di una mia frase pronunciata a diMartedi. Chiunque la riascoltasse, può rendersi conto che, parlando dell’azione del governo rispetto alle emergenze del Paese, sono partito da un accostamento…”
— Massimo Giannini (@MassimGiannini) May 7, 2026
Una vicenda che, al di là del singolo episodio, mette in luce quanto il confine tra critica politica e rappresentazione sociale possa diventare terreno scivoloso, soprattutto quando vengono chiamate in causa condizioni personali e collettive che richiedono rispetto e consapevolezza. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
