Elly Schlein rafforza il suo profilo internazionale partecipando al Global Progress Action Summit di Toronto, dove ha condiviso il palco con figure di primo piano della politica globale come Barack Obama e il presidente canadese Mark Carney. Dopo l’esperienza di Barcellona, segnata dall’abbraccio con Pedro Sánchez e Luiz Inácio Lula da Silva, la segretaria del Partito democratico prosegue il suo percorso all’interno della rete progressista internazionale, puntando a consolidare alleanze e visibilità oltre i confini italiani.
L’incontro con Obama rappresenta un passaggio significativo anche sul piano personale e simbolico. Schlein ha ricordato all’ex presidente statunitense il proprio impegno come volontaria nella campagna per la sua rielezione nel 2012, quando era presente a Chicago per il discorso della vittoria. Un racconto che ha colpito Obama, il quale l’ha incoraggiata come “giovane leader”, sottolineando implicitamente un percorso politico che, per età e ambizione, richiama quello che lo portò alla Casa Bianca a 47 anni. Un dialogo che si inserisce nella strategia della leader dem di costruire un’identità politica capace di dialogare con il fronte progressista globale, mantenendo al contempo un ancoraggio ai rapporti atlantici, soprattutto con quei leader schierati contro Donald Trump.
Nel suo intervento al summit, Schlein ha delineato con chiarezza la visione politica che intende promuovere. “È la seconda volta che partecipo al Global summit, l’anno scorso a Londra. Al centro, come ricostruire un ordine internazionale che i sovranisti stanno cercando di smantellare per sostituire il diritto internazionale con la legge del più forte e del più ricco”, ha dichiarato, indicando come priorità il rafforzamento di un sistema multilaterale fondato su regole condivise. La segretaria del Pd ha poi evidenziato la convergenza con altre forze progressiste: “È una preoccupazione condivisa con tante altre personalità e forze politiche progressiste di tutto il mondo. Ho ringraziato il premier Carney per le parole che ha detto in Armenia la settimana scorsa, quando ha affermato che l’ordine internazionale sarà ricostruito a partire dall’Europa. Qui si discute di come rimettere al centro la pace, il dialogo e la cooperazione”.
Non sono mancate le stoccate alla destra, sia a livello internazionale sia sul piano interno. Schlein ha richiamato il recente risultato del referendum in Italia come segnale di inversione di tendenza: “Per un periodo queste destre sono sembrate impossibili da battere, e invece si può fare con la nostra agenda e i nostri temi che riguardano la vita reale delle presone, i salari. C’è una buona notizia che arriva dall’Europa: Orban ha perso, non governa più. E io penso che come lui cadranno Trump e Meloni”. Un passaggio che definisce con nettezza la linea politica del Pd, orientata a contrastare le forze nazionaliste sul terreno delle politiche economiche e sociali.
Nel suo intervento, la leader dem ha poi sottolineato il ruolo decisivo di alcune componenti sociali nei recenti cambiamenti politici: “In Ungheria giovani e donne hanno fatto la differenza, e così è successo al referendum in Italia. Le cose stanno cambiando, le destre stanno fallendo sulle politiche economiche e sociali. Il tempo delle destre nazionaliste è finito. Non risolvono i problemi delle persone. Se guardo all’Italia la produzione è a zero, la crescita è a zero e i costi dell’energia sono i più alti. La propaganda del governo in Italia ha sbattuto contro la realtà della condizione di vita delle persone”. Parole che tracciano una critica frontale all’operato dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, inserendolo in un quadro più ampio di crisi delle destre a livello globale.
La partecipazione al summit di Toronto conferma dunque la volontà di Schlein di giocare un ruolo attivo nel campo progressista internazionale, rafforzando relazioni e posizionamento in una fase di ridefinizione degli equilibri politici globali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
