Una marcata irruzione di aria fredda di origine polare marittima sta interessando l’Italia, determinando un sensibile calo termico e condizioni di diffuso maltempo. La dinamica sinottica vede una saccatura in discesa dal Nord Europa approfondirsi sul bacino del Mediterraneo centro-occidentale, con formazione di un minimo depressionario sul Mar Ligure. Tale configurazione favorisce l’afflusso di correnti settentrionali instabili e decisamente fredde per il periodo, responsabili di nevicate a quote insolitamente basse per la seconda metà di maggio.
Nel corso delle ultime ore i primi fenomeni nevosi hanno già interessato l’arco alpino centro-orientale. Segnalazioni significative provengono dalla Valtellina, in particolare da Livigno (SO, 1816 m) dove si registrano accumuli al suolo, e da Santa Caterina Valfurva (SO, 1738 m). Le precipitazioni risultano in intensificazione con il progressivo ingresso del fronte freddo, accompagnato da un ulteriore abbassamento dello zero termico fino a valori prossimi ai 1400-1600 metri.
Tra la giornata odierna e le prossime ore è atteso il clou dell’evento, con nevicate diffuse fino a quote comprese tra i 1200 e i 1400 metri su gran parte del comparto alpino. Le aree maggiormente interessate includono il Piemonte, con fenomeni rilevanti nelle valli del Torinese e del Cuneese; la Valle d’Aosta, dove sono previste nevicate copiose a Breuil-Cervinia (2006 m) con accumuli consistenti; la Lombardia alpina, in particolare l’alta Valtellina e l’area dell’Alta Val Camonica; il Trentino-Alto Adige, con coinvolgimento diffuso delle principali vallate dolomitiche; il Veneto settentrionale e il Friuli Venezia Giulia montano.
Gli accumuli previsti risultano rilevanti per il periodo: alle quote di 1200-1400 metri si stimano depositi medi compresi tra 5 e 15 cm, con locali punte superiori nelle aree più esposte allo stau. A Livigno e Santa Caterina Valfurva si attendono circa 10 cm aggiuntivi, mentre oltre i 1800-2000 metri gli apporti nevosi potranno risultare decisamente abbondanti. In alta quota, infatti, entro la fine dell’evento – previsto tra sabato 16 maggio e le prime ore di domenica – si potranno superare i 50 cm di neve fresca, con condizioni di vera e propria bufera sulle creste alpine.
Il contesto meteorologico appare di particolare rilievo se rapportato al periodo stagionale: l’irruzione fredda giunge infatti dopo una prima parte di maggio caratterizzata da anomalie termiche positive diffuse, accentuando il contrasto e rendendo l’evento ancor più significativo dal punto di vista climatologico. Il quadro evolutivo indica un graduale miglioramento nel corso del fine settimana, sebbene in un contesto ancora fresco, con temperature inferiori alle medie del periodo soprattutto al Nord e lungo la dorsale appenninica.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
