Garlasco, la difesa di Sempio: “Suo piede incompatibile con impronte killer”

La difesa di Andrea Sempio deposita nuove consulenze tecniche e una memoria per contestare le ricostruzioni della Procura, puntando su incompatibilità delle impronte e sull’assenza di valore confessorio nei soliloqui.

Si arricchisce di nuovi elementi il fronte difensivo di Andrea Sempio, il 38enne attualmente indagato nell’ambito dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco. Nelle ultime ore, i legali hanno depositato in Procura a Pavia una serie articolata di consulenze tecniche e una memoria difensiva, con l’obiettivo dichiarato di confutare le risultanze investigative finora emerse.

Tra i documenti trasmessi per via telematica figurano approfondimenti su diversi aspetti chiave dell’indagine, a partire dall’analisi delle tracce ematiche (Bpa), fino alla valutazione dell’impronta numero 33 e a una consulenza medico-legale. A queste si aggiungono un’integrazione di natura genetica e uno studio specifico sulle impronte di scarpa rinvenute sulla scena del delitto, elementi ritenuti centrali dalla difesa per sostenere l’estraneità dell’indagato.

A illustrare la strategia è stato l’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme alla collega Angela Taccia. In un video, il legale ha chiarito la portata degli atti depositati: “Stiamo per depositare le nostre consulenze nell’interesse di Andrea Sempio per confutare le relazioni dei consulenti della procura, in particolare abbiamo predisposto una consulenza sulla Bpa, una sull’impronta 33, una medico-legale, una supplementare di natura genetica, una sulle impronte di scarpa perché noi riteniamo che il piede di Sempio non sia compatibile per larghezza con le impronte rilasciate”.

Un passaggio, quest’ultimo, che rappresenta uno dei punti cardine della linea difensiva: secondo i consulenti della difesa, infatti, le dimensioni del piede di Sempio non coinciderebbero con quelle delle tracce attribuite all’autore dell’omicidio all’interno della villetta di via Pascoli.

Parallelamente, i legali hanno depositato anche una memoria corredata da numerosi allegati, finalizzata a offrire una diversa interpretazione di alcuni elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti, in particolare i cosiddetti “soliloqui” dell’indagato. Secondo la difesa, tali dichiarazioni non avrebbero alcun valore confessorio e andrebbero invece contestualizzate in un ambito più ampio.

In tal senso, l’avvocato Cataliotti ha precisato: “una memoria con allegati, molti a contestualizzare i soliloqui di Andrea Sempio e renderli spiegabili: essi non contenevano nessuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni e non hanno quindi nessuna natura confessoria”.

Il deposito delle consulenze segna dunque una nuova fase nell’inchiesta, con la difesa che punta a smontare punto per punto le conclusioni della Procura, affidandosi a una pluralità di analisi tecniche su tracce, impronte e profili genetici. Resta ora da valutare l’impatto di questi elaborati sull’iter investigativo e sulle eventuali determinazioni future degli inquirenti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!