Per individuare una vera data di svolta, oggi il riferimento più solido non è un singolo temporale o una breve flessione locale delle massime, ma il cambio di assetto su scala più ampia. Ed è proprio su questo piano che il quadro dell’Aeronautica Militare consente una lettura abbastanza chiara: fino alla settimana compresa tra il 29 giugno e il 5 luglio l’Italia resta ancora sotto l’influenza di un promontorio subtropicale ben strutturato sul Mediterraneo centro-occidentale, con temperature persistentemente superiori alla media su tutto il Paese, in particolare al Centro-Nord.
Nel dettaglio, il caldo più intenso si sta facendo sentire non soltanto sulle due Isole Maggiori ma anche sulle aree interne del Centro e della Val Padana. In Sardegna i numeri sono già molto vicini alla soglia simbolica dei 40°C: i dati del sistema meteorologico regionale ARPAS riportano per venerdì 19 giugno massime fino a 38°C in diverse stazioni della rete, confermando una distribuzione del caldo molto severa soprattutto tra Oristanese e settori interni dell’isola.
Il dato più importante, dal punto di vista sinottico, è che non si tratta di un episodio isolato ma di una struttura anticiclonica capace di comprimere l’aria in quota, aumentare la subsidenza e favorire un ulteriore riscaldamento degli strati bassi. Per questo i 36-37°C segnalati in città del Centro come Firenze, Perugia e Viterbo, così come i valori molto elevati sulle pianure della Lombardia e dell’Emilia, rientrano in una configurazione coerente con l’attuale assetto barico. L’Aeronautica Militare conferma che l’intero fine settimana sarà caratterizzato da temperature al di sopra della media stagionale, con ventilazione debole e condizioni spesso soleggiate, tutti fattori che amplificano il disagio bioclimatico soprattutto nei grandi centri urbani.
Quanto durerà questa fase rovente?
Alla data di oggi il segnale più robusto e ufficialmente supportato è quello di una prosecuzione del caldo almeno per almeno 15 giorni, con temperature ancora ampiamente sopra media e con instabilità termoconvettiva confinata soprattutto alle aree interne e montuose del Centro-Sud e delle Isole. Questo significa che il cosiddetto refrigerio non è imminente né generalizzato: nel breve termine si possono avere parentesi temporalesche e locali flessioni termiche, ma non emerge ancora, dalle indicazioni ufficiali disponibili, una vera rottura strutturale dell’assetto anticiclonico su scala nazionale.
Sui tempi di un cambiamento più netto occorre quindi mantenere un approccio rigoroso. L’ipotesi di un parziale ridimensionamento del caldo può essere discussa come linea di tendenza, ma allo stato attuale il dato verificato è un altro: tra 20 e 28 giugno l’Italia resterà esposta a una massa d’aria molto calda, con picchi prossimi ai 40°C soprattutto nelle aree interne di Sardegna e sulle zone più continentali del Centro-Sud, mentre il Nord continuerà a misurarsi con valori elevati e con il rischio di temporali improvvisi nelle ore più calde.
La prima data credibile per l’avvio di un’attenuazione del caldo intenso è quindi lunedì 6 luglio, quando la tendenza ufficiale segnala un indebolimento del promontorio e una leggera diminuzione termica rispetto ai giorni precedenti.
Va detto con precisione meteorologica che non si tratterebbe, almeno allo stato attuale, di una rottura netta dell’estate né dell’arrivo di aria fresca organizzata su tutta la penisola. La formulazione più corretta è quella di un primo ridimensionamento dell’anomalia termica, con valori che resterebbero comunque superiori alla climatologia del periodo. In termini pratici significa che il caldo potrebbe perdere parte della sua intensità più estrema a partire dal 6 luglio, ma senza un crollo generalizzato delle temperature e senza un ritorno a condizioni sottomedia.
Il passaggio più importante, dal punto di vista sinottico, è dunque quello indicato per la settimana 6-12 luglio. Lì compare il segnale che finora manca: l’anticiclone subtropicale tende ad attenuarsi sul Mediterraneo centro-occidentale e la circolazione diventa meno bloccata, favorendo un contenuto rientro termico. È un segnale ancora di tendenza, non una previsione di dettaglio al singolo comune, ma è il primo elemento che consente di associare una data a un possibile alleggerimento della fase più opprimente. Per questo, in un articolo che voglia essere preciso e non sensazionalistico, la formula più corretta è: la svolta termica può iniziare dal 6 luglio, ma sarà probabilmente graduale e non uniforme da Nord a Sud.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
