Il Venezuela è stato colpito da un violento doppio terremoto che ha provocato distruzione diffusa e un bilancio umano già drammatico. Due scosse ravvicinate, registrate a distanza di appena 39 secondi, hanno fatto tremare il Paese nella notte: la prima di magnitudo 7.2, seguita da una più potente di magnitudo 7.5, con ipocentro a soli 10 chilometri di profondità secondo i dati dell’USGS. L’epicentro è stato localizzato nei pressi di Morón, nella fascia centro-settentrionale del Venezuela, a circa 200 chilometri da Caracas.
La combinazione tra l’elevata magnitudo e la scarsa profondità ha amplificato gli effetti al suolo, generando un’intensità sismica particolarmente distruttiva nelle aree urbane più densamente popolate. La capitale Caracas ha subito danni ingenti, soprattutto nei quartieri orientali, dove numerosi edifici residenziali sono collassati o risultano gravemente compromessi. Il bilancio provvisorio parla di almeno 32 morti e circa 700 feriti, ma le autorità temono che il numero sia destinato a crescere con il proseguire delle operazioni di soccorso.
Venezuela looks like it was BOMBED after two MASSIVE 7.1 and 7.5 magnitude earthquakes.
— Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) June 25, 2026
Pray for the people, this is really bad pic.twitter.com/pIw8ywXzYe
Tra le zone più colpite figura Catia La Mar, nello stato di La Guaira, dove interi isolati risultano devastati. Lungo Avenida El Ejército diversi edifici sono crollati completamente, mentre altri sono parzialmente distrutti e veicoli risultano sepolti sotto le macerie. Danni rilevanti sono stati segnalati anche nelle strutture della Scuola Navale, negli edifici residenziali di Playa Grande e nel complesso abitativo Hugo Chávez, dove si sono sviluppati incendi probabilmente causati dall’esplosione di bombole di gas, un fenomeno tipico nei contesti sismici urbani.
Il governo, guidato ad interim da Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Le operazioni di soccorso sono in corso senza sosta: solo nella capitale operano almeno 150 soccorritori tra vigili del fuoco e protezione civile. Finora sono state estratte vive dalle macerie 18 persone, mentre continuano le ricerche di dispersi. Nel municipio di Chacao, una delle aree più colpite, il crollo di diverse palazzine ha causato vittime, sebbene il numero preciso non sia ancora stato confermato.
Edificio Oasis, Playa grande
— Alerta Mundial (@TuiteroSismico) June 25, 2026
La Guaira, Venezuela
Totalmente colapsado !
Tremendo como se oyen los gritos!! pic.twitter.com/pY8pSy2SPr
Dal punto di vista infrastrutturale, il sisma ha paralizzato il Paese. L’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía è stato chiuso a tempo indeterminato a causa di danni strutturali, inclusi crolli nei terminal. Le reti di comunicazione sono andate in tilt per il sovraccarico, mentre diverse province, tra cui Trujillo, Carabobo, Miranda e La Guaira, risultano gravemente colpite. Particolarmente critica la situazione nella zona rurale di Yumarè, dove circa 20mila abitanti sono isolati senza collegamenti telefonici o logistici.
Le autorità hanno inoltre disposto la sospensione della fornitura di gas nelle aree interessate per prevenire ulteriori esplosioni, una misura precauzionale in linea con i protocolli di gestione del rischio post-sismico. Il ministro degli Interni Diosdado Cabello ha invitato la popolazione ad allontanarsi dagli edifici danneggiati e a mantenere la calma, mentre il sindaco di Chacao ha lanciato un appello urgente per l’invio di mezzi pesanti e attrezzature necessarie alla rimozione delle macerie.
La Guira is in ruins….#Venezuela #Earthquake pic.twitter.com/gCqmKjtwsr
— Mr ashen (@TheOfficialMrA1) June 25, 2026
Sul piano internazionale, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha attivato un monitoraggio costante attraverso l’ambasciata a Caracas, verificando la situazione dei cittadini italiani presenti nel Paese. L’Italia ha dichiarato la propria disponibilità a fornire assistenza e ha annunciato l’intenzione di sollecitare l’attivazione del Meccanismo europeo di Protezione Civile.
Dal punto di vista geologico, l’evento si inserisce nel contesto della complessa interazione tra la placca caraibica e quella sudamericana, una zona caratterizzata da elevata sismicità. La sequenza di due forti scosse ravvicinate suggerisce un rilascio rapido di energia lungo una faglia attiva, con effetti amplificati dalla vulnerabilità del patrimonio edilizio in diverse aree del Paese.
Mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso, il Venezuela affronta una delle peggiori catastrofi naturali della sua storia recente, con un impatto che rischia di aggravare ulteriormente una situazione economica e sociale già fragile. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
