Ho corretto un punto importante: la norma non riguarda solo le bottiglie d’acqua, ma i contenitori monouso per bevande in plastica e metallo fino a 3 litri. Inoltre il deposito cauzionale è previsto salvo deroga, se uno Stato dimostra di raggiungere già livelli elevati di raccolta e presenta un piano credibile.
Dal 1° gennaio 2029 il gesto di comprare una bottiglia d’acqua, una bibita o una lattina potrebbe cambiare anche in Italia. Alla cassa, insieme al prezzo del prodotto, il consumatore dovrà pagare una somma aggiuntiva: una cauzione. Quei soldi non sarebbero una tassa vera e propria né un rincaro definitivo, ma un deposito da recuperare quando il contenitore vuoto viene restituito attraverso i canali autorizzati.
La novità nasce dal Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il Regolamento UE 2025/40, noto come PPWR. L’obiettivo è aumentare la raccolta separata dei contenitori per bevande e migliorare la qualità del materiale destinato al riciclo. La Commissione europea spiega che gli Stati membri dovranno raccogliere separatamente almeno il 90% dei contenitori monouso per bevande in plastica e metallo entro il 2029; se non riescono a raggiungere questo risultato con altri strumenti, dovranno istituire sistemi di deposito e restituzione.
La misura riguarda in particolare due categorie: bottiglie di plastica monouso per bevande fino a 3 litri e contenitori metallici monouso per bevande fino a 3 litri, quindi anche lattine. Non si tratta, dunque, solo delle bottiglie d’acqua. CONAI precisa inoltre che gli Stati membri possono estendere su base volontaria il deposito anche ad altri imballaggi, come bottiglie di vetro monouso per bevande e cartoni per bevande.
Per i cittadini il funzionamento sarebbe intuitivo. Al supermercato o in un altro punto vendita si acquista una bevanda e si paga, oltre al prezzo, una cauzione. Dopo il consumo, il contenitore vuoto viene riportato in un punto di raccolta, spesso attraverso macchine automatiche dette “reverse vending machine”, oppure tramite altri canali autorizzati. A quel punto il consumatore riceve il rimborso del deposito, sotto forma di denaro, buono o altra modalità che sarà definita dal sistema nazionale.
Il sistema è già conosciuto in diversi Paesi europei. In Germania, ad esempio, il “Pfand” è parte della vita quotidiana: il deposito sui contenitori monouso è indicato in 25 centesimi e il sistema tedesco raggiunge tassi di restituzione molto elevati, secondo gli operatori del settore. Secondo le ricostruzioni basate sull’ultimo rapporto ISPRA nel 2024 l’Italia avrebbe intercettato circa il 68% dei contenitori per bevande in plastica; per il 2025 il tasso sarebbe rimasto in un intervallo compreso tra il 68% e il 70%. Il dato è lontano sia dal target europeo del 90% al 2029 sia dalla soglia dell’80% indicata per l’accesso alla deroga.
Una deroga, infatti, è prevista. Per evitare l’obbligo di istituire un sistema di deposito per bottiglie in plastica e contenitori metallici monouso, uno Stato membro deve raggiungere un tasso di raccolta differenziata di almeno l’80% entro il 2028 e presentare una richiesta accompagnata da un piano per arrivare al 90%. Se la deroga viene concessa, può decadere se il tasso di raccolta scende sotto il 90% per tre anni consecutivi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
