Germania, Troppe assenze per malattia: Merz vara la stretta sui certificati medici

Berlino interviene sulle assenze per malattia con regole più rigide e stop ai certificati telefonici, nel tentativo di rilanciare la produttività e ridurre un divario sempre più evidente con altri Paesi europei.

Lo stereotipo del lavoratore tedesco instancabile, simbolo di produttività e disciplina, mostra crepe sempre più evidenti. I numeri raccontano una realtà diversa: oggi in Germania un dipendente si assenta mediamente dal lavoro per 3,5 settimane all’anno per motivi di salute, un dato significativo soprattutto se confrontato con quello di altri Paesi europei. Secondo le rilevazioni Ocse, se da un lato esistono nazioni con livelli ancora più elevati – come la Norvegia, che sfiora le sei settimane annue – dall’altro emergono realtà molto più contenute, tra cui l’Italia, ferma a una media di 0,6 settimane, appena sopra la Grecia che registra 0,2. Un confronto che segna un’inversione di percezione rispetto al passato e che ha spinto Berlino a intervenire.

Il governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha deciso di affrontare il problema con una linea più rigida, ritenendo le assenze per malattia un elemento che incide direttamente sulla competitività economica del Paese. “Non possiamo più permettercelo” ha dichiarato il cancelliere, sintetizzando la posizione dell’esecutivo. L’obiettivo è chiaro: ridurre il numero delle giornate di assenza e riportare efficienza in un sistema produttivo che appare oggi in difficoltà.

Tra le misure allo studio spicca la revisione della normativa sui certificati medici. L’attuale regolamento prevede l’obbligo di presentare il certificato solo a partire dal quarto giorno di assenza, salvo diversa richiesta del datore di lavoro. Una soglia che il governo intende superare, introducendo controlli più stringenti sin dai primi giorni. Parallelamente, verrà eliminata la possibilità di ottenere certificati tramite consulto telefonico, il cosiddetto “certificato via chiamata”, introdotto durante la pandemia e valido fino a cinque giorni.

Una pratica che, se in origine rispondeva a esigenze sanitarie straordinarie, viene oggi considerata superata. Il cancelliere non ha nascosto le difficoltà politiche della scelta, sottolineando come si tratti di un passaggio delicato ma necessario: “È una decisione difficile, lo sappiamo” ha spiegato, aggiungendo poi con fermezza “Ma non possiamo più permetterci questo svantaggio competitivo dovuto alle lunghe assenze nelle aziende”.

La stretta rappresenta dunque un tentativo di invertire una tendenza che rischia di pesare sulla crescita economica del Paese, in un momento in cui la Germania, storicamente locomotiva d’Europa, appare rallentata. Il dibattito resta aperto, tra esigenze di tutela della salute dei lavoratori e necessità di garantire la produttività, ma la direzione intrapresa dal governo appare ormai tracciata. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!