Giuseppe Conte è il leader politico con il più alto tasso di assenze nelle votazioni parlamentari. La fotografia aggiornata della XIX legislatura, integrata con i dati disponibili nelle ultime 24 ore, colloca il presidente del Movimento 5 Stelle in fondo alla graduatoria dei principali capi di partito eletti alla Camera o al Senato e privi di incarichi governativi.
Secondo la rilevazione diffusa dall’ANSA nell’aggiornamento sulle presenze parlamentari, Conte ha saltato l’83,14% delle votazioni elettroniche. La sua partecipazione effettiva si ferma dunque al 16,86%: poco più di una votazione ogni sei.
Gli ultimi dati disponibili su Openparlamento, aggiornati con un numero leggermente diverso di votazioni acquisite, confermano e accentuano il quadro: Conte risulta presente nel 16,5% dei voti e assente nell’83,5%, senza missioni istituzionali registrate. La differenza di pochi decimali dipende dal momento di aggiornamento delle banche dati e non modifica il risultato politico: tra i leader considerati, il presidente del M5S rimane nettamente il meno presente.
Conte precede Schlein nella classifica delle assenze
Subito dietro Giuseppe Conte si colloca Elly Schlein. La segretaria del Partito Democratico registra, nella rilevazione riportata dall’ANSA, l’81% di assenze e appena il 19% di partecipazione. Anche in questo caso non risultano missioni parlamentari capaci di incidere sul dato.
L’aggiornamento più recente di Openparlamento attribuisce alla leader dem il 18,7% di presenze e l’81,3% di assenze. Tra Conte e Schlein il divario è quindi limitato a poco più di due punti percentuali, ma entrambi partecipano a meno di un quinto delle votazioni elettroniche svolte dall’inizio della legislatura.
Il dato assume particolare rilievo perché riguarda i leader delle due maggiori forze di opposizione. Gli impegni di partito, l’attività politica sul territorio e la partecipazione a incontri e iniziative pubbliche possono certamente spiegare una parte delle assenze, ma non sono classificati come missioni istituzionali. Nei tabulati parlamentari, pertanto, rimangono semplicemente votazioni alle quali il deputato non ha partecipato.
Marattin terzo, poi Fratoianni e Bonelli
Estendendo il confronto anche agli altri leader di partiti rappresentati in Parlamento, Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, presenta il terzo tasso di assenza più elevato: 50,8%. Le sue presenze effettive sono pari al 48,2%, mentre le missioni rappresentano circa lo 0,9%.
Il quadro migliora con Nicola Fratoianni. Il segretario di Sinistra Italiana e co-leader di Alleanza Verdi e Sinistra ha partecipato, nella rilevazione ripresa dall’ANSA, al 58,73% delle votazioni, con un tasso complementare di assenza del 41,27%. I dati aggiornati della piattaforma Openparlamento, calcolati su una base più ampia di votazioni acquisite, indicano il 56,7% di presenze e il 43,3% di assenze.
Più assiduo Angelo Bonelli. Il co-portavoce di Europa Verde raggiunge il 67,39% di partecipazione nella fotografia pubblicata il 9 agosto, lasciando al 32,61% la quota di votazioni non partecipate. Nell’ultimo aggiornamento analitico risultano il 64,9% di presenze effettive, il 33,7% di assenze e l’1,4% di missioni istituzionali.
Il confronto interno al cosiddetto campo largo è quindi molto netto: Bonelli e Fratoianni presentano percentuali di partecipazione largamente superiori a quelle di Schlein e, soprattutto, di Conte.
Renzi più presente di Conte e Schlein, Calenda ricorre alle missioni
Al Senato, Matteo Renzi ha un tasso di assenza del 31,80%. La quota restante, pari al 68,20%, comprende sia la partecipazione effettiva sia le missioni autorizzate. Il leader di Italia Viva ha espresso personalmente il voto in 4.157 occasioni.
L’ultima scheda analitica disponibile attribuisce a Renzi il 52,6% di presenze effettive, il 31,1% di assenze e il 16,3% di missioni. Il suo dato resta quindi sensibilmente migliore rispetto a quello di Conte e Schlein.
Ancora più contenute, almeno formalmente, sono le assenze di Carlo Calenda: 16,88% nella rilevazione ANSA, contro una quota complessiva dell’83,12% coperta da presenze o missioni. Il segretario di Azione ha però fatto largo ricorso proprio alle missioni istituzionali: 3.185, quasi duemila in più rispetto a Renzi. Le votazioni alle quali Calenda ha preso parte direttamente sono 3.484, meno delle 4.157 registrate dall’ex presidente del Consiglio.
L’aggiornamento più recente suddivide il dato di Calenda nel 43,9% di presenze effettive, nel 16,6% di assenze e nel 39,5% di missioni. La sua bassa percentuale di assenze non deve quindi essere confusa con una partecipazione diretta superiore all’80%: quasi quattro votazioni su dieci risultano coperte da missione.
Riccardo Magi presenta una situazione ancora più particolare. Il segretario di +Europa risulta presente nel 39,5% delle votazioni, assente nel 7% e in missione nel 53,5%. È dunque uno dei leader con meno assenze non giustificate, ma oltre la metà delle votazioni è coperta da incarichi istituzionali.
Lupi è il più “coperto” tra i leader, ma pesano le missioni
Maurizio Lupi è l’unico leader del centrodestra inserito nel confronto perché, a differenza di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, non ricopre incarichi nell’esecutivo.
Il presidente di Noi Moderati raggiunge una partecipazione complessiva del 92,63%, con appena il 7,37% di assenze. Anche in questo caso, però, il risultato è fortemente influenzato dalle missioni riconosciute dalla Presidenza della Camera.
I dati analitici più recenti distinguono infatti il 17,5% di presenze effettive, il 7,1% di assenze e ben il 75,4% di missioni. Lupi è quindi quasi sempre formalmente coperto, ma prende parte direttamente a meno di una votazione su cinque.
Meloni, Salvini e Tajani esclusi dal confronto
Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani non vengono inseriti nella graduatoria dei leader più o meno presenti. La presidente del Consiglio e i due vicepremier ricoprono incarichi governativi che comportano impegni istituzionali incompatibili con una partecipazione continuativa alle votazioni.
Lo stesso criterio viene applicato ai ministri e, sul versante parlamentare, ai presidenti, vicepresidenti e questori di Camera e Senato. Confrontare le loro presenze con quelle dei parlamentari privi di incarichi istituzionali produrrebbe pertanto una classifica poco significativa.
Angelucci e Fascina i più assenti in assoluto alla Camera
Allargando l’analisi a tutti i deputati, il primato assoluto delle assenze appartiene ad Antonio Angelucci. Il parlamentare della Lega non ha partecipato al 99,39% delle votazioni e non presenta missioni registrate. Le sue partecipazioni sono comunque salite dalle appena 13 conteggiate un anno fa alle attuali 112.
Al secondo posto si trova Marta Fascina, deputata di Forza Italia, con l’87,77% di assenze. Sono quasi 16mila le votazioni saltate e anche per lei la casella relativa alle missioni o alle assenze giustificate rimane a zero.
Conte, con il suo 83,14%, non è dunque il deputato più assente in assoluto, ma è il primo nella graduatoria riservata ai leader dei principali partiti.
Sul fronte opposto, Alessandro Battilocchio di Forza Italia raggiunge il 99,96% di presenze, con 18.213 partecipazioni e nessuna missione. Lo segue Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra con il 99,88%. La deputata di Fratelli d’Italia Irene Gori, entrata a Montecitorio il 3 dicembre 2025, si attesta invece al 99,60%.
Al Senato Bergesio sfiora il 100%
A Palazzo Madama il record appartiene al leghista Giorgio Maria Bergesio, presente nel 99,99% delle votazioni senza missioni o congedi. Molto elevate anche le percentuali di diversi senatori di Fratelli d’Italia: Paola Ambrogio raggiunge il 99,94%, Costanzo Della Porta il 99,92%, Giovanni Berrino il 99,51%, Etelwardo Sigismondi il 97,79% ed Elena Leonardi il 97,59%.
Erika Stefani registra il 92,8% di presenze effettive e il 7,2% di missioni, con una quota di assenze praticamente nulla.
Tra i senatori ordinari più assenti figura invece Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle, con il 38,96%. Sul dato incide il suo ruolo di presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Seguono Giusy Versace, passata da Azione a Noi Moderati, con il 35,95%, e l’ex presidente del Senato Marcello Pera con il 35,70%.
Cosa misurano realmente questi numeri
Le percentuali non indicano i giorni trascorsi fisicamente in Parlamento e non comprendono automaticamente il lavoro svolto nelle commissioni, negli organismi bicamerali o sul territorio. Misurano esclusivamente la partecipazione alle votazioni elettroniche in Aula.
Inoltre, “assente” significa che il parlamentare non ha partecipato a una determinata votazione: il dato, da solo, non permette di conoscere il motivo dell’assenza. Diversa è la missione, che corrisponde invece a un impegno istituzionale formalmente riconosciuto.
La cautela metodologica non cancella tuttavia il dato politico. Giuseppe Conte e Elly Schlein non risultano gravati da missioni istituzionali paragonabili a quelle di Calenda, Magi o Lupi. E nella classifica dei leader chiamati a rappresentare direttamente l’opposizione nelle Aule, il presidente del Movimento 5 Stelle rimane quello con il tasso di assenza più elevato. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
