Una vasta porzione di terreno ricoperta da vegetazione e alberi è comparsa all’inizio di agosto nelle acque del Williston Reservoir, nel nord della Columbia Britannica, per poi scomparire senza lasciare tracce visibili, dando origine a un fenomeno tanto insolito da suscitare inizialmente dubbi persino sull’autenticità delle immagini diffuse sui social network. La struttura, ripresa da un diportista mentre galleggiava nel bacino canadese, aveva infatti l’aspetto di una vera isola boscosa, con numerosi alberi ancora in posizione verticale e una superficie sufficientemente compatta da spostarsi sull’acqua come un’unica, gigantesca zattera naturale.
Le prime stime hanno attribuito alla massa una lunghezza di circa 140 metri e una larghezza di 70, corrispondenti a una superficie vicina ai 9.800 metri quadrati, dimensioni che rendono l’avvistamento particolarmente rilevante anche in un bacino immenso come quello del Williston. Le immagini sono state esaminate da BC Hydro, la società che gestisce il lago artificiale, la diga W.A.C. Bennett e il relativo impianto idroelettrico, mentre le successive verifiche attraverso i dati satellitari hanno confermato che nell’area stava realmente galleggiando una struttura di notevoli proporzioni.
Le immagini sembravano generate dall’intelligenza artificiale
La straordinarietà dell’avvistamento aveva inizialmente indotto anche Bob Gammer, portavoce di BC Hydro, a dubitare della sua autenticità, soprattutto perché la crescente diffusione di fotografie e filmati generati attraverso l’intelligenza artificiale rende ormai più difficile distinguere immediatamente un evento reale da una ricostruzione digitale. Il confronto con le osservazioni satellitari ha però eliminato ogni dubbio, dimostrando che l’isola esisteva davvero e che si stava muovendo all’interno del bacino.
Durante i controlli effettuati nei giorni successivi, tuttavia, la massa non è più comparsa nelle immagini satellitari, senza che sia stato possibile stabilire con certezza dove sia finita. Secondo Gammer, l’isola potrebbe essere stata trascinata dal vento verso un tratto riparato della costa, nel quale la vegetazione e la conformazione delle rive renderebbero molto più difficile individuarla dall’alto, mentre restano plausibili anche una progressiva frammentazione o l’affondamento di parte del materiale dopo l’assorbimento dell’acqua.
BC Hydro non ritiene che la struttura possa provocare conseguenze sul funzionamento della diga o dell’impianto idroelettrico, ma continuerà a controllare il bacino per verificarne l’eventuale ricomparsa, anche perché una massa di queste dimensioni potrebbe rappresentare un serio ostacolo per la navigazione. Nel Williston Reservoir sono già frequenti tronchi, ceppi e detriti, galleggianti oppure nascosti appena sotto la superficie, mentre le improvvise raffiche di vento e le onde possono rendere pericolose anche le uscite delle imbarcazioni più piccole.
Il lago ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 14 anni
La spiegazione più probabile è collegata all’eccezionale quantità d’acqua accumulata nel Williston Reservoir, che nel corso dell’estate ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 14 anni. Le abbondanti nevicate cadute durante l’inverno, seguite da piogge estive frequenti e persistenti, hanno riempito completamente il bacino, obbligando BC Hydro ad aprire gli sfioratori della diga tra giugno e luglio per gestire l’eccesso d’acqua.
Costruito nel 1968 attraverso lo sbarramento del Peace River con la diga W.A.C. Bennett, il Williston è il più grande bacino artificiale della Columbia Britannica e uno dei maggiori al mondo per volume, con una superficie superiore a 1.700 chilometri quadrati. Le variazioni del livello possono sommergere tratti di costa rimasti emersi per anni, erodere le sponde e sollevare accumuli di materiale organico che in condizioni normali rimarrebbero ancorati al terreno.
Secondo l’ipotesi formulata da Gammer, lungo una delle rive potrebbe essersi formato nel corso degli anni un grande deposito di tronchi, radici, sedimenti e altri detriti, sul quale la lenta decomposizione della materia organica avrebbe prodotto un substrato abbastanza stabile da consentire la crescita di piante e alberi. L’innalzamento eccezionale dell’acqua avrebbe quindi separato l’intera struttura dalla costa, trasformandola in un’isola galleggiante successivamente sospinta attraverso il lago dal vento e dalle correnti.
Non è il primo caso di un’isola capace di spostarsi
Fenomeni di questo tipo, sebbene molto insoliti nel Williston Reservoir, sono già stati documentati in altri grandi bacini artificiali. Nel Lake Chippewa, nello Stato americano del Wisconsin, alcune enormi porzioni di torbiera si staccarono dal fondale dopo la realizzazione della diga Winter, continuando a galleggiare e a cambiare posizione sotto l’azione del vento.
La più conosciuta è la “Forty Acre Bog”, una grande isola ricoperta di vegetazione che deve essere periodicamente spinta e allontanata con l’impiego coordinato di diverse imbarcazioni, perché il suo movimento rischia di ostruire il passaggio in prossimità di un ponte. Strutture simili vengono studiate anche nel lago Vittoria, in Africa, dove le isole galleggianti possono interferire con la navigazione e la pesca, modificando inoltre la circolazione delle acque e contribuendo al peggioramento della loro qualità.
La comparsa nel lago Williston non sarebbe quindi un evento inspiegabile, ma la conseguenza spettacolare dell’innalzamento dell’acqua, dell’erosione delle rive e dell’accumulo pluriennale di vegetazione e detriti. A rimanere irrisolto è invece il luogo in cui si trova adesso la grande isola boscosa, che potrebbe essere nascosta lungo la costa, essersi divisa in strutture più piccole oppure essere lentamente affondata nelle profonde acque del bacino canadese. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
