Il caldo intenso continuerà a dominare lo scenario meteorologico italiano almeno fino a Ferragosto, ma tra la sera di domenica 16 e martedì 18 agosto l’assetto atmosferico potrebbe subire una temporanea modifica. Una saccatura di origine nord-atlantica, in discesa dall’Europa centrale, proverà infatti a scalfire il bordo dell’anticiclone subtropicale, determinando un aumento dell’instabilità dapprima al Nord e successivamente lungo il versante adriatico e, nella fase finale, anche su parte del Meridione. Non si profila una vera rottura dell’estate: il passaggio dovrebbe piuttosto tradursi in una rinfrescata temporanea, accompagnata da temporali localmente intensi.
Fino a Ferragosto la massa d’aria subtropicale ben consolidata sul Mediterraneo centrale continuerà a favorire temperature molto elevate su gran parte del Paese. Le massime saranno diffusamente comprese tra 34 e 36°C, mentre picchi di 37-38°C potranno interessare soprattutto le aree interne del Centro, il Nord-Est, la Sardegna e la Puglia. A rendere più pesante la situazione contribuirà l’elevato contenuto di umidità nei bassi strati, responsabile di un disagio bioclimatico superiore a quello suggerito dalle sole temperature misurate.
Il quadro inizierà a cambiare tra la sera di domenica 16 e la giornata di martedì 18 agosto. I principali scenari modellistici individuano infatti che una saccatura nord-atlantica scenda dal settore centro-europeo verso l’Italia. La struttura non appare particolarmente profonda né tale da determinare un cambiamento duraturo della circolazione atmosferica, ma potrebbe essere sufficiente a indebolire temporaneamente il margine orientale dell’anticiclone.
VERIFICA QUI SE IL TUO COMUNE È IN ALLERTA
In questa fase è importante sottolineare anche il grado di attendibilità della previsione temporalesca, che presenta differenze significative tra le diverse aree del Paese. La probabilità stimata di temporali sparsi si attesta attorno al 55% sul Nord-Ovest, sale al 60% sul Nord-Est e sulla Toscana, mentre scende al 55% sulle restanti regioni tirreniche del Centro e sulla Sardegna. Anche per il Sud la probabilità indicativa raggiunge il 40%, soprattutto in relazione alla fase più avanzata del passaggio instabile.
L’ingresso di aria relativamente più fresca alle quote medio-alte della troposfera sopra una superficie e bassi strati ancora molto caldi e umidi aumenterebbe il gradiente termico verticale e, di conseguenza, l’instabilità. A questo elemento potrebbe aggiungersi un incremento del wind shear, cioè della variazione della direzione e/o dell’intensità del vento con la quota. Una configurazione di questo tipo può favorire non soltanto la nascita di celle temporalesche, ma anche una loro maggiore organizzazione.
Per questo motivo alcuni temporali potrebbero risultare localmente intensi ed essere accompagnati da precipitazioni abbondanti in poco tempo, raffiche di vento sostenute e isolate grandinate. La distribuzione dei fenomeni rimarrà comunque irregolare: anche nelle regioni maggiormente esposte potranno verificarsi forti differenze tra aree interessate dai temporali e zone vicine che riceveranno precipitazioni scarse o addirittura assenti.
La prima fase dovrebbe coinvolgere soprattutto il Settentrione. Lombardia, Liguria, Triveneto e alta Toscana risultano al momento tra le aree maggiormente esposte. Tra la sera di domenica 16 e lunedì 17 agosto potranno svilupparsi rovesci e temporali anche di moderata intensità, con particolare attenzione alle zone in cui l’instabilità atmosferica riuscirà a sfruttare maggiormente il calore e l’umidità accumulati durante la precedente fase anticiclonica.
Nel corso di lunedì 17 l’instabilità dovrebbe progressivamente spostarsi verso est e sud-est, coinvolgendo con maggiore decisione il versante adriatico. La fascia compresa dal Veneto fino all’Abruzzo potrebbe quindi assistere a una maggiore diffusione dei fenomeni temporaleschi. Sarà proprio lungo il Nord-Est e le regioni adriatiche che il passaggio della saccatura potrebbe manifestare gli effetti più evidenti anche sotto il profilo termico.
Tra la serata di lunedì 17 e le prime ore di martedì 18 agosto, la parte terminale del cavo d’onda potrebbe spingersi ulteriormente verso il Meridione. In questa fase l’instabilità potrebbe attivare temporali su Campania, Basilicata, Puglia e settore settentrionale della Sicilia. Anche in questo caso non è attesa una distribuzione uniforme delle precipitazioni: la natura convettiva dei fenomeni rende infatti possibile l’alternanza tra nuclei temporaleschi localmente intensi e aree scarsamente interessate.
Il passaggio instabile sarà accompagnato anche da una diminuzione delle temperature, ma non si tratterà di un raffreddamento generalizzato e duraturo. Gli effetti più significativi sono previsti sul Nord-Est e lungo il versante adriatico, dove le temperature massime potrebbero diminuire di circa 4-7°C rispetto ai valori precedenti. Altrove il calo dovrebbe essere più contenuto, generalmente limitato a pochi gradi e spesso direttamente collegato al transito dei temporali e all’afflusso temporaneo di aria più fresca.
La rinfrescata, dunque, non deve essere interpretata come la fine della fase estiva né come una definitiva ritirata dell’anticiclone subtropicale. La struttura nord-atlantica prevista tra il 16 e il 18 agosto appare troppo modesta per determinare, allo stato attuale, un cambiamento radicale della circolazione sul Mediterraneo. L’elemento meteorologico più significativo sarà piuttosto il contrasto tra l’aria più fresca in arrivo in quota e la massa d’aria molto calda e umida presente nei bassi strati, contrasto che potrà fornire energia ai temporali.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
