L’estate 2026 sta per subire una brusca battuta d’arresto. Tra mercoledì 9 e sabato 12 settembre una vasta saccatura di origine nord-atlantica raggiungerà l’Italia, spingendo verso est l’aria subtropicale responsabile del caldo intenso degli ultimi giorni e aprendo una fase caratterizzata da temporali violenti, nubifragi, grandinate e raffiche di vento. Il peggioramento non colpirà contemporaneamente tutto il Paese e non porterà pioggia continua, ma potrà sviluppare fenomeni improvvisi e particolarmente intensi, inizialmente al Nord e successivamente sulle regioni centrali e su parte del Meridione.
Il vero elemento di attenzione sarà rappresentato dal contrasto tra l’aria più fresca in arrivo dall’Atlantico e quella molto calda e umida presente sul Mediterraneo. Le acque che circondano l’Italia conservano temperature eccezionalmente elevate, con anomalie che localmente raggiungono 4-6°C rispetto alla media climatica 1991-2020. Questa enorme riserva di calore e umidità potrà alimentare rapidamente le celle temporalesche, aumentando il rischio di precipitazioni concentrate, grandinate di forte intensità, colpi di vento e locali allagamenti.
Mercoledì 9 settembre, il fronte travolge il Nord
La fase più organizzata del peggioramento comincerà mercoledì 9 settembre, quando il fronte atlantico raggiungerà le regioni settentrionali. Le aree maggiormente esposte saranno la Lombardia, il Trentino-Alto Adige, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e la Liguria centro-orientale, dove potranno svilupparsi temporali intensi accompagnati da grandine e raffiche di vento. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle zone alpine e prealpine, all’alta Pianura Padana e ai settori compresi tra Lombardia orientale, Veneto e Friuli, dove i fenomeni potranno organizzarsi rapidamente e insistere sulle medesime aree.
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Nel corso della giornata il maltempo avanzerà verso il Centro, investendo inizialmente la Toscana e successivamente Umbria, Marche e Lazio, soprattutto nei settori centro-settentrionali. La distribuzione delle precipitazioni sarà irregolare: potranno alternarsi schiarite anche ampie e improvvisi temporali capaci di scaricare grandi quantitativi d’acqua in poco tempo. Al Sud prevarranno ancora correnti meridionali più calde, con un temporaneo aumento delle temperature lungo il versante adriatico e primi fenomeni isolati sulle aree tirreniche.
Giovedì 10 settembre, temporali verso il Centro-Sud
Durante giovedì 10 settembre la perturbazione continuerà a interessare parte del Nord e le regioni centrali, mentre il fronte avanzerà progressivamente verso il Meridione. Rovesci e temporali potranno ancora coinvolgere il Nord-Est, l’Emilia-Romagna, la Toscana, l’Umbria, le Marche, il Lazio e l’Abruzzo, prima di estendersi verso Molise, Campania, Puglia e Basilicata.
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Sul versante tirrenico meridionale i fenomeni potranno risultare localmente intensi, soprattutto sulla Campania occidentale, tra il Casertano, il Napoletano e il Salernitano. La distribuzione delle precipitazioni resterà meno uniforme sulla Calabria, soprattutto nei settori ionici e centro-meridionali, mentre l’effettivo coinvolgimento di Sicilia e Sardegna dipenderà dalla traiettoria assunta dalla parte più attiva della perturbazione.
ECMWF e ICON delineano un passaggio più lento e maggiormente esteso verso le regioni tirreniche e le Isole maggiori, mentre GFS propone uno spostamento più rapido del sistema verso il basso Adriatico e il Meridione. Le differenze tra i modelli riguardano soprattutto la collocazione dei massimi pluviometrici e la durata dei temporali nelle singole province, non l’arrivo del peggioramento, che appare ormai consolidato.
Venerdì 11 e sabato 12 settembre, fenomeni residui ma ancora intensi
Tra venerdì 11 e sabato 12 settembre il fronte principale tenderà ad allontanarsi, ma l’atmosfera rimarrà instabile su una parte dell’Italia. I temporali più probabili si concentreranno inizialmente tra il Centro-Sud, il medio e basso Adriatico e le regioni ioniche, con possibili fenomeni anche su Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Al Nord le condizioni miglioreranno gradualmente, sebbene qualche episodio residuo possa interessare soprattutto i rilievi e i settori nord-orientali.
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Non si tratterà quindi di quattro giornate di pioggia continua sull’intero territorio nazionale, ma di una sequenza di passaggi temporaleschi alternati a pause asciutte. Proprio questa caratteristica renderà difficile stabilire con largo anticipo quali comuni saranno investiti dai fenomeni più violenti: una cella temporalesca potrà svilupparsi e diventare severa nel giro di poco tempo, colpendo aree ristrette con nubifragi, grandine e raffiche improvvise.
Come sarà il tempo dopo?
Dopo il 14-15 settembre, le tendenze di ECMWF e GFS indicano una nuova espansione dell’alta pressione verso l’Italia. La rimonta anticiclonica dovrebbe tuttavia risultare meno forte rispetto a quella dei primi giorni del mese, con temperature generalmente inferiori ai 30°C e correnti più umide indirizzate prevalentemente verso i Balcani. Si aprirebbe così una fase più stabile e asciutta, senza il ritorno immediato della grande calura.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
