Meteo, Nuovi Temporali in arrivo tra mercoledì 16 e venerdì 18: ecco le Province a Rischio

L’alta pressione proverà a riportare l’estate sull’Italia, ma dietro la breve rimonta si prepara già un nuovo cambio di scena: il dettaglio decisivo emergerà dai prossimi aggiornamenti.

La parentesi stabile e nuovamente calda attesa tra lunedì 14 e martedì 15 settembre 2026 non accompagnerà l’Italia per tutta la settimana, perché una nuova ondulazione atlantica raggiungerà l’Europa centrale e inizierà a indebolire l’alta pressione proprio a ridosso dell’arco alpino. Il cambiamento prenderà forma dalla serata di mercoledì 16 settembre, mentre la fase più instabile si concentrerà durante la giornata di giovedì 17, quando rovesci e temporali torneranno a interessare soprattutto le regioni settentrionali e parte del versante adriatico.

Prima del peggioramento, l’anticiclone garantirà due giornate prevalentemente soleggiate, con temperature massime comprese tra 27 e 30 gradi al Nord e punte di 30-31 gradi nelle zone interne del Centro-Sud e delle Isole maggiori. Non si tratterà di una nuova ondata di caldo estremo, ma di una breve fase dal sapore estivo destinata a caricarsi di umidità soprattutto sulla Pianura Padana, lungo le coste liguri e sull’alto Adriatico, preparando un ambiente favorevole allo sviluppo dei temporali al primo ingresso delle correnti più fresche atlantiche.

Mercoledì 16 settembre, i primi temporali

Modello ECMWF © meteologix.com

Nel corso di mercoledì 16 settembre il tempo resterà inizialmente stabile su gran parte dell’Italia, ma dal pomeriggio aumenteranno le nubi sulle Alpi occidentali e centrali, con i primi rovesci tra alta Lombardia, Trentino-Alto Adige e settori montuosi del Veneto. Tra la sera e la notte successiva l’instabilità si estenderà verso la Lombardia orientale, coinvolgendo soprattutto le province di Sondrio, Bergamo e Brescia, per poi raggiungere Trento, Bolzano, Verona, Vicenza, Belluno, Treviso, Pordenone e Udine.

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La convergenza fra ECMWF, GFS e ICON risulta più solida sul Nord-Est, mentre Piemonte e Valle d’Aosta restano ai margini dello scenario delineato da ECMWF e vengono coinvolti maggiormente soltanto da alcune elaborazioni di GFS. Anche la Liguria orientale, in particolare il settore compreso tra il Levante genovese e la provincia della Spezia, potrà assistere alla formazione di rovesci durante la notte tra mercoledì e giovedì, senza che al momento emerga una fase perturbata estesa all’intera regione.

Giovedì 17 sarà la giornata più instabile

La fase centrale del peggioramento è attesa giovedì 17 settembre, quando l’aria più fresca in quota scorrerà sopra una massa d’aria ancora calda e umida presente nei bassi strati. I temporali più organizzati riguarderanno Lombardia e Triveneto, con fenomeni inizialmente concentrati sulle Alpi, sulle Prealpi e sulle alte pianure, ma in successivo spostamento verso la pianura lombarda orientale, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia.

Modello ICON © meteologix.com

Le aree maggiormente esposte comprenderanno le province di Bergamo, Brescia, Sondrio, Trento, Bolzano, Verona, Vicenza, Belluno, Treviso, Padova, Venezia, Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste. Durante i temporali più intensi saranno possibili rovesci abbondanti in poco tempo, frequente attività elettrica, grandinate di piccole o medie dimensioni e raffiche di vento improvvise, soprattutto lungo la fascia pedemontana e sulle pianure del Nord-Est.

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ECMWF mantiene il passaggio più rapido e maggiormente concentrato tra Lombardia orientale, Triveneto e alto Adriatico, mentre GFS propone un’incursione più incisiva, capace di estendere l’instabilità verso Emilia-Romagna, Toscana orientale, Umbria e Marche. ICON insiste invece sull’alto e medio versante adriatico, indicando un possibile coinvolgimento delle province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro-Urbino e Ancona tra il pomeriggio e la sera di giovedì.

Proprio lungo l’Adriatico il contrasto tra l’aria fresca in arrivo e la superficie marina ancora molto calda potrà favorire temporali accompagnati da forti raffiche di vento e locali grandinate. Il coinvolgimento delle regioni centrali resta tuttavia meno definito rispetto a quello del Nord-Est e dipenderà dalla traiettoria effettiva della saccatura, che nei prossimi aggiornamenti potrà risultare più occidentale oppure scivolare rapidamente verso i Balcani.

Durante venerdì 18 settembre le differenze tra i tre modelli diventano più evidenti e se il modello ECMWF indica un rapido allontanamento dell’ondulazione, con residui rovesci al mattino sul Triveneto e lungo il medio Adriatico seguiti da un miglioramento, il modello GFS mantiene una maggiore instabilità sulle regioni centrali e localmente su parte del Sud peninsulare. ICON propone una soluzione intermedia, con gli ultimi temporali tra Romagna, Marche, Abruzzo e zone interne dell’Appennino prima di una progressiva attenuazione dei fenomeni.

Il passaggio sarà accompagnato da una diminuzione delle temperature più evidente sulle regioni settentrionali, dove le massime perderanno mediamente tra 3 e 5 gradi rispetto ai valori di martedì 15 settembre. Il calo raggiungerà successivamente il versante adriatico, mentre il Sud e la Sicilia conserveranno temperature più elevate almeno fino a venerdì, senza però tornare alle condizioni di caldo particolarmente intenso registrate nelle precedenti fasi di settembre.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it