L’Italia non vivrà due settimane di maltempo continuo, ma dovrà affrontare almeno due passaggi perturbati capaci di riportare piogge e temporali su settori molto diversi del Paese. Le proiezioni elaborate dai modelli GFS e ICON indicano una prima svolta tra mercoledì 16 e venerdì 18 settembre 2026, quando una perturbazione atlantica attraverserà soprattutto il Nord e parte delle regioni centrali, mentre una seconda fase potenzialmente instabile potrebbe svilupparsi tra giovedì 24 e lunedì 28 settembre, con il baricentro delle precipitazioni destinato a spostarsi verso le Isole Maggiori e i mari meridionali.
Durante la prima parte della settimana l’anticiclone continuerà a garantire condizioni prevalentemente stabili su gran parte della Penisola, lasciando tuttavia scoperto l’estremo Sud. Una circolazione instabile presente sul Canale di Sicilia potrà alimentare rovesci e temporali in mare aperto, con possibili sconfinamenti sulla Sicilia orientale e sulla Calabria meridionale, in particolare lungo le coste ioniche e nelle aree interne esposte alle correnti umide provenienti dal Mediterraneo.
Le province di Catania, Siracusa, Ragusa, Messina e Reggio Calabria saranno quelle maggiormente esposte a fenomeni localizzati, mentre sul resto dell’Italia prevarranno ampie schiarite e temperature ancora relativamente elevate per il periodo. L’evoluzione del vortice mediterraneo dovrà essere seguita con attenzione, poiché piccoli spostamenti della struttura depressionaria potrebbero avvicinare le precipitazioni alle coste oppure mantenerle prevalentemente sul mare.
Perturbazione in arrivo dal 16 settembre
Il cambiamento più importante inizierà mercoledì 16 settembre, quando una perturbazione atlantica raggiungerà la Francia e si avvicinerà alle Alpi occidentali. Le prime piogge interesseranno il Piemonte, la Valle d’Aosta e i settori alpini della Lombardia, estendendosi successivamente alla Liguria e alle pianure settentrionali. Tra Torino, Cuneo, Biella, Vercelli, Novara, Varese, Como, Lecco e Sondrio potranno svilupparsi rovesci e temporali, inizialmente più probabili a ridosso dei rilievi e successivamente anche sulle aree pianeggianti.
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Nel corso di giovedì 17 settembre il fronte entrerà nella sua fase più attiva, coinvolgendo buona parte dell’arco alpino e prealpino, dalla provincia di Torino fino al Friuli-Venezia Giulia. Le precipitazioni potranno risultare più frequenti sulle province di Milano, Monza e Brianza, Bergamo, Brescia, Trento, Bolzano, Verona, Vicenza, Belluno, Treviso, Pordenone e Udine, mentre temporali irregolari potranno raggiungere anche le pianure di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. Lungo le Alpi e le Prealpi saranno possibili accumuli localmente abbondanti, specialmente dove le correnti meridionali verranno sollevate dai rilievi.
Venerdì 18 settembre piogge anche al Centro
Durante venerdì 18 settembre la perturbazione avanzerà verso levante e trascinerà l’instabilità dalle regioni settentrionali verso quelle centrali. Le precipitazioni interesseranno ancora il Nord-Est, con fenomeni più insistenti tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, mentre rovesci e temporali raggiungeranno la Liguria orientale, la Toscana, l’Umbria, le Marche e le zone interne del Lazio.
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Le province di La Spezia, Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Firenze, Arezzo, Perugia, Terni, Pesaro e Urbino, Ancona e Macerata potranno essere coinvolte dal passaggio temporalesco, con fenomeni più organizzati lungo l’Appennino e sulle aree esposte alle correnti occidentali. Sul Sud e sulle Isole Maggiori il coinvolgimento resterà più limitato, fatta eccezione per qualche episodio instabile sui rilievi e lungo il versante adriatico.
Migliora nel fine settimana
L’allontanamento della perturbazione verso i Balcani favorirà un miglioramento a partire da sabato 19 settembre, anche se una residua instabilità continuerà a interessare le Alpi orientali, il medio e basso Adriatico e alcuni tratti dell’Appennino meridionale. Rovesci sparsi potranno quindi coinvolgere Friuli-Venezia Giulia, Veneto orientale, Marche, Abruzzo, Molise e le aree interne di Campania, Basilicata e Calabria, prima di una progressiva attenuazione.
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Tra domenica 20 e martedì 22 settembre l’Italia dovrebbe attraversare una nuova parentesi più stabile e asciutta, con precipitazioni occasionali confinate soprattutto al basso Adriatico e alle estreme regioni meridionali. Non si tratterà però di un ritorno duraturo dell’anticiclone, perché nella seconda parte della settimana una nuova saccatura potrebbe avvicinarsi al Mediterraneo centrale.
Dal 24 settembre il rischio si sposta verso le Isole e il Sud
A partire da giovedì 24 settembre le proiezioni di GFS delineano un nuovo aumento dell’instabilità sulle Alpi centro-orientali e sul Nord-Est, seguito da uno spostamento del maltempo verso latitudini più meridionali. Tra venerdì 25 e lunedì 28 settembre le aree maggiormente esposte alle precipitazioni potrebbero diventare la Sardegna meridionale, la Sicilia, il Canale di Sicilia, il basso Tirreno e il mar Ionio.
Le province di Cagliari e Sud Sardegna, insieme a Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Catania, potrebbero trovarsi più vicine ai nuclei piovosi principali. Un eventuale spostamento della depressione verso levante aumenterebbe il rischio di precipitazioni anche sulla Calabria ionica e sulla provincia di Reggio Calabria, mentre il Nord e gran parte delle regioni centrali rimarrebbero maggiormente ai margini.
La distanza temporale impone prudenza nella localizzazione precisa dei fenomeni previsti dopo il 24 settembre, ma il segnale generale appare già significativo: dopo il passaggio atlantico di metà mese, il Mediterraneo centrale potrebbe tornare protagonista con una seconda fase piovosa più favorevole al coinvolgimento del Sud e delle Isole Maggiori.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
