Mentre milioni di passeggeri preparano i prossimi viaggi, la mappa dei collegamenti Ryanair cambia tra città europee, isole dell’Atlantico e destinazioni del Mediterraneo, con una serie di ritiri che attraversa il 2026 e arriva alla primavera del 2027. Dietro le partenze eliminate ci sono decisioni commerciali, contrasti sui costi aeroportuali e, in alcuni casi, le conseguenze dell’instabilità internazionale: situazioni diverse che richiedono di distinguere gli stop già avvenuti da quelli ancora in programma.
Sono 13 gli aeroporti interessati, secondo l’analisi degli operativi pubblicata da James Pearson su Simple Flying. Il conteggio riguarda gli scali dai quali Ryanair ha ritirato o prevede di ritirare tutti i collegamenti, escludendo le semplici chiusure delle basi quando i voli proseguono con aerei provenienti da altri aeroporti. L’elenco comprende anche Amman, in Giordania, e quindi si estende oltre i confini europei. Le programmazioni possono comunque cambiare: l’assenza di voli nei calendari disponibili non equivale necessariamente a un abbandono definitivo.
La prima uscita del 2026 riguarda Vigo, in Spagna, dove i collegamenti sono terminati a gennaio. A marzo si sono aggiunti Asturie, sempre in Spagna, Clermont-Ferrand, in Francia, e Amman, attraverso l’aeroporto internazionale Queen Alia. Nello stesso mese sono usciti dalla rete anche Ponta Delgada e Terceira, nelle Azzorre portoghesi. Ad agosto è arrivato lo stop a Rodez, in Francia: sette aeroporti complessivamente interessati prima dell’autunno.
Per le Azzorre, Ryanair aveva annunciato ufficialmente la cancellazione di tutti i voli dal 29 marzo 2026, indicando sei rotte e circa 400mila passeggeri annui coinvolti. La compagnia ha attribuito la decisione alle tariffe del gestore aeroportuale ANA, ai costi del controllo del traffico aereo e alla fiscalità, annunciando il trasferimento della capacità verso aeroporti meno costosi. Anche il ritiro dalle Asturie si inserisce nella contestazione delle condizioni economiche degli scali regionali spagnoli: nel programma estivo 2026 il vettore aveva annunciato una riduzione di 1,2 milioni di posti in questi mercati. Si tratta delle motivazioni espresse dalla compagnia nelle proprie comunicazioni.
La seconda fase si concentra a ottobre 2026, quando l’analisi degli operativi colloca la fine dei collegamenti con altri cinque aeroporti: Bodrum e Dalaman, in Turchia; Kalamata e Volos, in Grecia; Niš, in Serbia. Per questi scali, il quadro descritto riguarda l’assenza di servizi programmati oltre ottobre. Non significa, dunque, che tutti i voli del mese siano già stati cancellati. Per Amman, invece, Pearson ricostruisce una sospensione legata al conflitto regionale, seguita da rinvii della ripartenza e dalla rimozione dei collegamenti futuri dal calendario.
Il tredicesimo aeroporto è Brema, in Germania, dove lo stop arriverà con la stagione estiva 2027. Su questo punto il comunicato ufficiale Ryanair dell’8 ottobre è preciso: tutti i voli da e per lo scalo saranno interrotti da aprile 2027, dopo la conclusione della programmazione invernale. La compagnia quantifica la capacità eliminata in circa 500mila posti all’anno e attribuisce il ritiro alla combinazione di tasse sul trasporto aereo, tariffe aeroportuali, sicurezza e controllo del traffico. Anche in questo caso, gli aerei e i posti disponibili saranno trasferiti verso altri mercati.
Il filo che unisce molte di queste decisioni è la scelta di concentrare l’offerta dove Ryanair ritiene più conveniente operare. Nel caso spagnolo, la compagnia ha dichiarato di spostare capacità sia verso aeroporti maggiori dello stesso Paese sia verso destinazioni estere con costi inferiori. Per i viaggiatori, la conseguenza è una geografia dei collegamenti diversa: nessun aeroporto italiano compare in questo elenco di tredici scali, ma vengono meno possibilità di viaggio verso destinazioni finora presenti nella rete del vettore. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
