Un’estate segnata dal fuoco e dalla fatica incessante di chi, ogni giorno, combatte per difendere il territorio. Dal 15 giugno al 29 agosto, i Vigili del Fuoco hanno effettuato ben 55.058 interventi per incendi boschivi e di vegetazione, oltre 6.800 in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Una crescita che testimonia l’intensificarsi del fenomeno, favorito da condizioni climatiche estreme e da comportamenti umani spesso irresponsabili. Solo nell’ultima settimana – tra il 23 e il 29 agosto – le squadre del Corpo nazionale sono intervenute 2.992 volte, con picchi preoccupanti soprattutto al Sud.
La Sicilia si conferma la regione più colpita, con 951 interventi in soli sette giorni. Seguono Puglia (473), Calabria (408) e Lazio (358), territori dove le fiamme hanno minacciato boschi, abitazioni e infrastrutture, mettendo a dura prova le capacità operative dei soccorritori. A fronte della crescita degli incendi, anche la flotta aerea del Corpo nazionale ha intensificato gli sforzi: sono oltre 4.400 le ore di volo dedicate alle missioni antincendio, con quasi 20mila lanci di sostanze estinguenti per arginare i roghi dall’alto.
Durante l’ultima settimana, 50 sono state le missioni aeree per il contrasto diretto delle fiamme, mentre le squadre a terra hanno operato per un totale di 4.081 ore. Numeri che raccontano un lavoro incessante, spesso svolto in condizioni critiche, per contenere danni che rischiano ogni anno di compromettere gravemente l’equilibrio ambientale e la sicurezza delle comunità.
Questi dati, diffusi ufficialmente, delineano un quadro allarmante di un’estate che ha bruciato foreste e risorse, ma anche confermato la determinazione e la professionalità di un sistema di emergenza che resta, ancora una volta, presidio essenziale per il Paese.Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!