Il mese di novembre ha preso il via sotto il segno dell’anticiclone, con un’ampia struttura di alta pressione che continua a dominare la scena su gran parte dell’Europa centro-meridionale, Italia inclusa. Questa configurazione barica, ormai sempre più frequente nei mesi autunnali, sta determinando un’anomalia termica positiva ben marcata: nei prossimi giorni, si prevedono valori massimi fino a 6-8°C oltre le medie stagionali, con picchi localmente anche superiori al Centro-Sud e nelle valli alpine. Un vero e proprio prolungamento dell’Estate di San Martino che interesserà anche l’Europa centrale, con la massa d’aria subtropicale che, risalendo lungo il bordo orientale dell’anticiclone, raggiungerà persino le latitudini baltiche.
Tuttavia, si iniziano a scorgere i primi segnali di cambiamento a scala emisferica. Il Vortice Polare stratosferico, meno compatto rispetto agli ultimi anni, lascia presagire un pattern atmosferico più dinamico, favorendo intrusioni fredde più profonde verso le medie latitudini. Questo aspetto è cruciale per comprendere come, entro la seconda metà di novembre, si possano creare le condizioni favorevoli per l’ingresso del primo vero freddo pre-invernale.
Le ultime elaborazioni modellistiche, sia deterministiche che probabilistiche, convergono su un indebolimento progressivo del campo di alta pressione a partire dal 15-16 novembre. Da ovest avanzeranno le prime perturbazioni atlantiche, mentre da nord inizieranno a farsi sentire infiltrazioni di aria artica marittima, con affondi più decisi verso l’Europa centrale e i Balcani. L’Italia, in questa fase, si troverà lungo la zona di confluenza tra due masse d’aria distinte: una più mite e umida da sud-ovest e una più fredda e secca da nord-est. Questo contrasto termico potrebbe favorire l’innesco di fenomeni anche intensi, soprattutto lungo il versante adriatico e sulle regioni interne del Centro-Sud.
Le prime irruzioni fredde saranno più avvertite sull’Europa orientale, con isoterme a 850 hPa che potrebbero scendere fin sotto i -5°C su Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania. Sul nostro Paese, il raffreddamento sarà più contenuto ma comunque sensibile, con un rientro delle temperature su valori più in linea con la climatologia del periodo, specie al Nord e sulle regioni adriatiche. Qualche nevicata a bassa quota potrebbe interessare l’Appennino centrale e settentrionale entro il 20-22 novembre, ma si tratterà ancora di episodi isolati e legati all’orografia.
Nel complesso, il mese di novembre sembra quindi destinato ad assumere connotati più dinamici nella sua seconda metà, con un progressivo ridimensionamento delle anomalie termiche positive. Le proiezioni a medio termine mostrano un possibile abbassamento della storm track atlantica, con l’ingresso più frequente di saccature verso il Mediterraneo centrale. Questo aumenterebbe la probabilità di un cambio di passo stagionale, ponendo fine al dominio anticiclonico e aprendo le porte a condizioni più consone alla stagione in corso.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
