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Gemelle Kessler, la malattia di Ellen e la scelta di Alice: “Ecco come sono morte”

Le gemelle Alice ed Ellen Kessler, icone della televisione italiana degli anni Sessanta, sono morte il 17 novembre 2025 mediante suicidio assistito legale nella loro casa di Grünwald, presso Monaco.
Credit © Rai

Alice ed Ellen Kessler, le celebri gemelle tedesche che hanno segnato indelebilmente la storia della televisione italiana degli anni Sessanta e Settanta, sono scomparse lunedì 17 novembre 2025 all’età di 89 anni nella loro abitazione di Grünwald, nei pressi di Monaco di Baviera. La morte, che ha segnato il termine di una straordinaria carriera artistica durata quasi settant’anni, è avvenuta mediante ricorso al suicidio assistito legale in Germania, una scelta maturata dalle due sorelle in conformità alla normativa vigente nel Paese.

La notizia della loro scomparsa, dapprima diffusa dalla stampa tedesca e successivamente confermata da fonti ufficiali, ha immediatamente riacceso i riflettori su una figura che aveva rappresentato per generazioni di italiani il simbolo di una modernità elegante e sofisticata. Wega Wetzel, portavoce della Deutsche Gesellschaft für Humanes Sterben (Dghs), la più antica e grande organizzazione tedesca per i diritti civili e la tutela dei pazienti, ha rivelato pubblicamente che le Kessler avevano scelto personalmente la data della loro morte, 17 novembre 2025, dopo un percorso decisionale che affonda le radici in decisioni prese oltre un decennio prima.

Le condizioni di salute di Ellen Kessler hanno subito un peggioramento significativo nell’ultimo anno. Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, Ellen era stata colpita da un ictus, manifestatosi durante un periodo di villeggiatura, con conseguente ricovero ospedaliero dal quale tuttavia la donna aveva chiesto di tornare a casa. In parallelo, Ellen si era sottoposta a diversi interventi chirurgici, tra cui l’impianto di un pacemaker cardiaco, e aveva dovuto sostenere un trattamento farmacologico che, secondo le sue stesse dichiarazioni rese pubbliche, le provocava alterazioni dell’umore e una depressione latente. Ellen Kessler aveva confessato: “Mi hanno impiantato un pacemaker e poi ho dovuto sottopormi a infusioni urinarie. Le pillole mi fanno quasi deprimere, mi buttano giù. Non avevo mai sperimentato simili sbalzi d’umore prima”.

La decisione delle due sorelle di morire insieme rappresenta l’epilogo naturale di una vita interamente condivisa. Mara Venier, storica conduttrice televisiva che le aveva ospitate più volte nel corso della sua carriera, ha ricordato recentemente: “Le avevo fatte chiamare anche recentemente ma mi avevano detto che una delle due non stava bene“. Domenico Marocchi, ospite nel programma La Volta Buona, ha aggiunto ulteriori dettagli sulla vicenda: “Era stata male Ellen che avrebbe avuto un ictus, un infarto del tronco cerebrale. Lo avrebbe avuto in una località di villeggiatura e sarebbe stata ricoverata, ma non voleva restare in ospedale. Tornata a casa si sarebbe ripresa e sarebbe uscita per quella ultima sera al Circo Roncalli“.

Secondo quanto reso noto dalla portavoce dell’associazione Dghs, le gemelle Kessler avevano presentato la domanda per il suicidio assistito anni prima della loro morte effettiva, in una finestra temporale che va oltre sei mesi prima dell’evento conclusivo. Tale procedura, come precisato da Wetzel a La Repubblica, richiede un iter articolato e rigorosamente formalizzato, fondato sulla verifica della consapevolezza, della volontarietà e della persistenza della volontà manifestata dalle richiedenti. Il processo ha visto l’intervento di un professionista legale incaricato di accertare che la decisione delle due donne fosse maturata nel tempo sufficiente, che non vedessero alternative valide, che fosse espressione di libera volontà e che non fossero affette da patologie psichiatriche che potessero inficiare la loro lucidità mentale.

Successivamente, un medico appartenente all’organizzazione si è recato a visitare personalmente le gemelle, con il medesimo scopo di verificare la consapevolezza della scelta e la persistenza della loro intenzione. La procedura, che ha ricevuto una ulteriore legittimazione dalla sentenza della Corte Costituzionale tedesca del febbraio 2020, contempla nel momento conclusivo una serie di verifiche finali di straordinaria importanza. Al momento dell’effettuazione dell’atto, sia il legale sia il medico erano presenti presso l’abitazione delle sorelle. Il medico ha provveduto alla preparazione dell’infusione letale, ma in conformità ai rigorosi protocolli vigenti, spetta esclusivamente al paziente azionare il meccanismo di somministrazione del farmaco. Prima di procedere, le autorità competenti hanno interrogato le gemelle per l’ultima volta, chiedendo loro esplicite conferme sulla loro volontà. Successivamente, è stata eseguita una prova tecnica con soluzione salina allo scopo di verificare il corretto funzionamento della procedura. Solo dopo il completamento di tutte queste verifiche, le Kessler hanno potuto procedere all’iniezione della dose letale, che ha provocato un arresto cardiaco praticamente immediato.

La morte delle gemelle Kessler non pone fine soltanto a una carriera artistica di eccezionale longevità, bensì conclude un fenomeno unico nel panorama dello spettacolo europeo: l’indissolubile connessione fra due vite parallele, interamente condivise nei successi e nelle difficoltà. Secondo le disposizioni testamentarie che le due sorelle avevano predisposto, le loro ceneri riposano assieme a quelle della madre Elsa e a quelle del cane Yello, simbolo di una scelta esistenziale che ha mantenuto, anche nel momento conclusivo, la sua caratteristica di unità indivisibile. La loro scomparsa segna il termine di un’epoca e rappresenta un momento di riflessione sulle modalità attraverso le quali le società contemporanee affrontano le questioni del fine vita e del diritto all’autodeterminazione individuale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!