Ruspa mediatica in movimento su Canale 5. Striscia la Notizia, il leggendario tg satirico ideato da Antonio Ricci, si prepara a un cambiamento radicale che interrompe una tradizione lunga 37 anni e trasforma il palinsesto del Biscione. Dalla prossima stagione il programma abbandonerà definitivamente la fascia dell’access prime time, dove ha costruito il suo dominio dagli anni Ottanta, e approderà direttamente nella prima serata di Canale 5. Una decisione strategica che Mediaset e Antonio Ricci hanno voluto comunicare come una “evoluzione in totale sintonia”, ma che di fatto rappresenta il riconoscimento di una battaglia persa nel preserale, dove le nuove produzioni – prima Affari Tuoi di Stefano De Martino, poi La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti – hanno progressivamente eroso la base di spettatori del celebre tg satirico.
Il ritorno in onda avverrà a gennaio 2026 con cinque puntate speciali in prima serata, un formato assolutamente inedito per una trasmissione che per decenni ha mantenuto la cadenza quotidiana come elemento fondamentale della sua identità. I servizi degli inviati non saranno più distribuiti lungo l’arco della giornata con le caratteristiche pillole che hanno fatto la fortuna del programma, ma concentrati in appuntamenti più corposi, con minore frequenza ma maggiore respiro narrativo. La promessa ufficiale è quella di mantenere “i codici e quello stile inconfondibile” che contraddistinguono il marchio Striscia, sebbene il passaggio da una formula breve e giornaliera a una serata completa implica necessariamente l’adozione di meccaniche diverse e ritmi narrativi completamente rinnovati.
Alla conduzione dei cinque speciali sarà confermata la coppia storica composta da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, i due volti simbolo del programma che rappresentano la continuità con il passato. Tuttavia, il ritorno non avviene senza conseguenze significative per il cast. Nella giornata di venerdì 28 novembre, praticamente in contemporanea, due tra gli inviati più storici e iconici del programma hanno annunciato via social la loro fuoriuscita dalla trasmissione, segnando la conclusione di un capitolo importante della storia di Striscia la Notizia.
Max Laudadio, tra i volti più riconoscibili dell’intera produzione, celebre per le sue inchieste dal forte impatto sociale e per il suo costante impegno nel dare voce ai cittadini contro le ingiustizie, ha comunicato la decisione attraverso un messaggio particolarmente sentito. “Oggi chiudo una pagina importante della mia vita – ha scritto -. Dopo tanti anni, lascio Striscia la Notizia. È stato un viaggio intenso, una casa che mi ha fatto crescere come uomo e come professionista.” Laudadio ha sottolineato come l’esperienza gli abbia permesso di incontrare persone straordinarie e di raccontare storie che lo hanno personalmente trasformato, ricordando il suo impegno quotidiano nel cercare di “essere utile a chi non aveva voce”. Secondo le sue parole, tuttavia, il momento di un nuovo passo professionale è giunto in maniera naturale: “Arriva il momento in cui senti che è giusto fare un passo nuovo. Con gratitudine, rispetto e un po’ di emozione, apro una nuova porta della mia vita professionale.” L’inviato ha mantenuto comunque aperta la porta a futuri progetti, promettendo di raccontare nei giorni successivi il lavoro nel quale sta già operando, sottolineando che porta con sé l’intero bagaglio dell’esperienza acquisita nel programma.
Ancor più significativo l’addio di Stefania Petyx, storica inviata che ha rappresentato un simbolo inconfondibile di Striscia per oltre due decenni. La giornalista palermitana, primo volto femminile della trasmissione a rivestire il ruolo di inviata, ha abbandonato il programma dopo ventuno anni di onorato servizio, durante i quali è diventata celebre a livello nazionale per l’impermeabile giallo e il suo fedele cane bassotto, divenuti negli anni simboli ricognoscibili quanto il programma stesso. Nel suo annuncio, Petyx ha usato un tono riflessivo e consapevole: “È stata una parte fondamentale della mia vita, questa esperienza mi ha profondamente cambiata – ha dichiarato -. Ma oggi sento che è arrivato il momento di iniziare una nuova fase.” La sua affermazione sintetizza in maniera eloquente il significato che l’esperienza a Striscia ha rappresentato per la sua vita professionale, non semplice impiego televisivo ma effettiva trasformazione personale. Anche Petyx ha promesso il ritorno con “nuovi progetti”, assicurando che continuerà a operare con “la stessa passione, la stessa attenzione e lo stesso rispetto per le persone e per le storie” che caratterizzano il suo operato.
Entrambi gli inviati hanno sottolineato come la decisione non sia stata affrettata o conflittuale, ma il risultato naturale di una riflessione matura sulla propria traiettoria professionale. Non si tratta di strappi con la trasmissione, secondo quanto comunicato, ma di evoluzioni personali che seguono percorsi che portano in altre direzioni. Nessun dramma nel racconto pubblico dei due, dunque, piuttosto la narrazione di una fase conclusa e l’apertura verso nuove opportunità, mantenendo intatto il rispetto per il programma e il riconoscimento del valore dell’esperienza accumulata.
Per Mediaset e per Antonio Ricci, gli addii di Laudadio e Petyx rappresentano senza dubbio una perdita significativa in termini di riconoscibilità dei volti. Tuttavia, il trasferimento in prima serata offre la possibilità di ripensare completamente la composizione del cast e l’approccio narrativo del programma. Il movimento dalla fascia dell’access al prime time non è solamente una questione di orario: comporta una riconfigurazione totale della strategia editoriale, dell’ampiezza dei servizi, della strutturazione ritmica della trasmissione e, naturalmente, della selezione e della presentazione dei contenuti al pubblico. La formula concentrata in cinque puntate speciali costringe a ripensare anche il rapporto con gli inviati tradizionali, i quali abituati a una dimensione quotidiana potrebbero non adattarsi immediatamente ai tempi e agli spazi diversi della nuova configurazione.
Guardando al futuro, il successo di questa operazione dipenderà da molteplici fattori. In primo luogo, sarà fondamentale l’accettazione del pubblico rispetto al nuovo formato: la satira quotidiana ha radicato abitudini di visione che un programma settimanale non può facilmente replicare. In secondo luogo, la competizione nella prima serata è particolarmente aguerrita, con produzioni consolidate e ascolti regolari che potrebbero scoraggiare il pubblico dal seguire un nuovo format. Infine, la capacità del programma di mantenere l’identità distintiva di Striscia – quella miscela di satira leggera, inchieste sociali e momenti comici – dovrà essere calibrata con attenzione per adattarsi ai tempi e agli spazi della nuova collocazione, senza snaturare i codici fondamentali che ne hanno garantito il successo nei decenni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
