Fabrizio Corona sgancia la bomba mediatica che fa tremare i vertici televisivi italiani. Nell’anticipazione della puntata di Falsissimo, trasmessa sul suo canale YouTube la sera del ventisette ottobre duemilaventicinque, emerge un audio esplosivo che riaccende i riflettori su una delle vicende più controverse del panorama televisivo nazionale. Protagonista assoluta della rivelazione è Barbara d’Urso, la conduttrice che per oltre trentacinque anni ha dominato gli schermi di Mediaset prima di scomparire improvvisamente dalle scene nel giugno duemilaventitré. La voce inconfondibile di Carmelita, registrata durante una conversazione privata con l’ex re dei paparazzi, pronuncia per la prima volta parole che mettono fine a tre anni di silenzio assordante su una questione che aveva alimentato speculazioni e indiscrezioni mai confermate fino a questo momento.
Nel frammento audio diffuso da Corona come anticipazione del programma Corona On Air, Barbara d’Urso ammette senza mezzi termini che il presunto vento imposto da Mediaset sul suo nome alla Rai corrisponde alla realtà dei fatti. La conduttrice napoletana, attualmente impegnata come concorrente a Ballando con le Stelle, afferma con tono fermo ma misurato che quella storia del veto, circolata come indiscrezione nei mesi precedenti al suo approdo nel dance show di Milly Carlucci, sarebbe vera. La telefonata tra i due risale a prima dell’inizio della partecipazione della d’Urso al programma di Rai Uno, quando ancora aleggiavano dubbi sulla possibilità che le venisse offerto un programma tutto suo sulla rete pubblica. Secondo quanto riportato dalle fonti che hanno ascoltato l’audio integrale riservato agli abbonati del canale di Corona, la conduttrice parla chiaramente di un veto imposto da Mediaset alla Rai affinché non trovasse spazio nei programmi del servizio pubblico.
Le indiscrezioni su questo presunto blocco politico erano emerse già nei mesi precedenti, quando si ipotizzava che il nome della d’Urso fosse stato ostacolato da pressioni provenienti da Fratelli d’Italia e Forza Italia, con l’appoggio silenzioso dei vertici di Cologno Monzese, per impedire alla Rai di offrirle uno spazio televisivo degno della sua carriera. All’epoca, intervistata dal Corriere della Sera nel giugno duemilaventicinque, Barbara aveva definito quella ipotesi terribile e assurda, dichiarando di non poter pensare che l’azienda culturale pubblica più grande del Paese, della quale tutti pagano il canone, potesse accettare veti di natura politica. Aveva inoltre espresso stima e affetto per tutta la famiglia Berlusconi, alla quale si diceva sempre e comunque grata, ricordando di aver conosciuto Pier Silvio quando era un bambino e di aver cominciato a lavorare a Mediaset quando si chiamava ancora Telemilano cinquantotto, nel millenovecentosettantasette, quando lei aveva appena vent’anni. Oggi però quelle stesse parole vengono clamorosamente smentite dalla sua stessa voce, che in privato racconta una verità completamente diversa da quella offerta al pubblico attraverso i mezzi di comunicazione ufficiali.
Durante la conversazione con Fabrizio Corona, Barbara d’Urso torna anche su un episodio controverso che aveva segnato la sua carriera a Mediaset, precisamente una puntata di Live Non è la d’Urso in cui lo stesso Corona, ospite in studio, perse il controllo parlando dell’ex moglie Nina Moric, alzando la voce e creando una situazione di tensione che successivamente venne utilizzata dall’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi per accusare la conduttrice di prendere decisioni sbagliate e di chiamare gli ospiti sbagliati. La d’Urso replica con fermezza affermando che un giorno chiamerà Corona a testimoniare, sottolineando che la responsabilità di quella scelta non era sua ma di chi lo aveva invitato per fare ascolti anche se non stava bene. Corona stesso conferma questa versione spiegando che la colpa non fu di Barbara ma di chi lo chiamò per fare ascolti nonostante le sue condizioni. La conduttrice insiste nel ribadire che accusarla di fare trash perché c’era Corona che urlava in studio è ingiusto, visto che erano stati proprio i vertici dell’azienda a richiederlo come ospite.
La telefonata integrale, della durata di tredici minuti e disponibile solo per gli abbonati del canale di Corona, rivela anche altri dettagli scottanti sul rapporto tra la d’Urso e i suoi ex colleghi di Mediaset. La conduttrice ammette senza remore di non avere più rapporti con quasi nessuno dei volti con cui ha condiviso anni di palinsesto nel Biscione. Salva soltanto due nomi, quelli di Gerry Scotti, che si è esposto pubblicamente dichiarando che da telespettatore gli mancava, e Paola Perego, che le sarebbe stata vicina privatamente. Per il resto, secondo le parole della d’Urso riportate da Fanpage, nessuno avrebbe avuto il coraggio di difenderla e dire la verità su quanto accaduto. Un silenzio assordante quello degli ex colleghi, che evidentemente contrasta con i lunghi anni di collaborazione e i successi condivisi negli studi di Cologno Monzese sotto la direzione prima di Silvio Berlusconi e successivamente del figlio Pier Silvio.
La questione dell’addio traumatico di Barbara d’Urso a Mediaset affonda le radici nel giugno duemilaventitré, quando con un comunicato stampa diffuso il primo luglio l’azienda annunciò che la conduttrice non avrebbe più condotto Pomeriggio Cinque dalla stagione successiva. Il testo del comunicato sosteneva che Canale Cinque e Barbara d’Urso avessero concordato la decisione, ma la diretta interessata smentì categoricamente questa versione in un’intervista rilasciata a Repubblica pochi giorni dopo. La conduttrice spiegò di non aver concordato nulla, di essere stata lasciata a casa in pochi giorni senza preavviso e soprattutto senza la possibilità di salutare il suo pubblico, quello stesso pubblico che l’aveva seguita per quindici anni nel pomeriggio di Canale Cinque. Il suo contratto era in essere fino a dicembre duemilaventitré, e il comunicato prometteva che l’azienda e la conduttrice avrebbero cercato insieme nuovi progetti editoriali, promessa che evidentemente non si è mai concretizzata visto che Barbara è poi approdata in Rai come concorrente di un talent show e non come conduttrice di un programma proprio.
Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, aveva giustificato la decisione durante la presentazione dei palinsesti della stagione successiva spiegando che l’obiettivo era portare la fascia pomeridiana di Canale Cinque verso una strada più giornalistica, precisando che non si trattava di una punizione ma di una semplice scelta editoriale. Secondo Berlusconi, la discontinuità dopo tanti anni avrebbe fatto bene anche alla conduttrice stessa. Tuttavia le parole dell’amministratore delegato non avevano convinto né la diretta interessata né buona parte del pubblico, che vedeva in quella decisione qualcosa di più profondo di una semplice scelta editoriale. Lo stesso Berlusconi aveva parlato pubblicamente di un eccesso di continuità nella ricerca di notizia o personaggi al limite, una reiterazione che rischiava di sfociare nel trash, accusa che la d’Urso ha sempre respinto con forza sostenendo di aver fatto emotainment e non trash televisivo.
La vicenda si era ulteriormente complicata nei mesi successivi quando erano emersi i primi rumor su un possibile ritorno della d’Urso in Rai con un programma tutto suo. Si era parlato di un format simile a Carràmba che sorpresa, con otto puntate previste per il venerdì sera su Rai Uno a partire da gennaio duemilaventisei. Il direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai, Williams Di Liberatore, aveva però frenato gli entusiasmi durante la presentazione dei palinsesti a Napoli dichiarando che esistevano progetti che potevano riguardare vari talent, da Barbara d’Urso ad altri, ma che era prematuro parlarne perché non era detto che potessero andare in porto. Quelle dichiarazioni avevano alimentato le speculazioni sul presunto veto politico, con diversi giornali che avevano riportato indiscrezioni secondo le quali Fratelli d’Italia e Forza Italia, per non scontentare Mediaset e i piani altissimi del Biscione, avrebbero posto un blocco sul nome della conduttrice napoletana. Solo Matteo Salvini, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, si sarebbe detto contrario a tale decisione, ma evidentemente non abbastanza da far cambiare le cose.
Nel frattempo Barbara d’Urso aveva accettato di partecipare a Ballando con le Stelle come concorrente, una scelta che secondo molti osservatori rappresentava un atto di coraggio ma anche una sorta di ripiego rispetto alle ambizioni di una conduttrice che aveva dominato il palinsesto di Mediaset per decenni. L’annuncio della sua partecipazione era stato dato da Milly Carlucci nell’agosto duemilaventicinque attraverso i social, con la conduttrice che aveva spiegato di aver cercato di convincere la d’Urso per anni, riconoscendole grande professionalità e coraggio nel rimettersi in gioco in un ruolo completamente diverso da quello a cui era abituata. La Carlucci aveva anche smentito che ci fossero state difficoltà particolari nelle trattative con i vertici Rai, affermando che tutto era proceduto senza eco strane e che la scelta della d’Urso non rappresentava alcuno sgarbo a Mediaset.
La partecipazione della d’Urso a Ballando con le Stelle ha comunque acceso nuovamente i riflettori su di lei, anche se non sempre in modo positivo. Le puntate del programma hanno visto ripetuti scontri tra la concorrente e la giurata Selvaggia Lucarelli, con quest’ultima che ha più volte accusato la conduttrice di non mostrare la sua vera personalità e di nascondersi dietro le coreografie senza rivelare dettagli sulla sua vita privata e sul rapporto in frantumi con Mediaset e Pier Silvio Berlusconi. Gli scontri tra le due sono diventati un vero e proprio leitmotiv dell’edizione, con battute al vetriolo da entrambe le parti e accuse reciproche di rosicamento e mancanza di rispetto. Anche Mara Venier, dal salotto di Domenica In, è intervenuta per difendere la collega affermando di non vederla felice a Ballando e invitandola a non cadere nelle trappole e nei tranelli costruiti evidentemente per fare audience piuttosto che per giudicare obiettivamente le sue performance di ballo.
Le rivelazioni contenute nell’audio diffuso da Fabrizio Corona aprono ora scenari completamente nuovi su tutta la vicenda. Se quanto affermato dalla d’Urso corrisponde al vero, ci troveremmo di fronte a un caso che coinvolge non solo le dinamiche interne tra due aziende televisive concorrenti, ma anche intrecci politici che avrebbero condizionato le scelte editoriali di una rete pubblica che dovrebbe rispondere solo ai cittadini che pagano il canone. La conferma dell’esistenza del veto da parte della stessa protagonista della vicenda ribalta completamente le carte in tavola rispetto a quanto dichiarato pubblicamente nei mesi scorsi e solleva interrogativi sulla libertà di scelta delle reti pubbliche e sui rapporti tra politica e televisione nel nostro Paese. Un sistema così invasivo, come qualcuno ha commentato, non si vede in nessun’altra parte del mondo libero.
La decisione di Fabrizio Corona di pubblicare la telefonata, nonostante la richiesta esplicita della d’Urso di non diffondere nulla, come si sente chiaramente alla fine della conversazione quando la conduttrice gli chiede di giurarle che non pubblicherà niente, rappresenta l’ennesimo colpo di scena in una storia che sembra non avere fine. L’ex re dei paparazzi ha scelto di rendere pubblico il materiale proprio alla vigilia della nuova puntata di Falsissimo, promettendo altre rivelazioni scomode e alimentando ulteriormente il dibattito su una delle figure più discusse della televisione italiana degli ultimi anni. Resta ora da vedere se Barbara d’Urso deciderà di approfondire pubblicamente quanto detto in privato a Corona, oppure se continuerà a mantenere il riserbo come ha fatto finora, lasciando che siano altri a raccontare la sua verità. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
