L’Italia si appresta a vivere una nuova fase climatica marcata dall’arrivo di una massa d’aria gelida di origine polare che, a partire dal 5 gennaio, porterà un drastico calo delle temperature su gran parte del Paese. Dopo l’irruzione artica tra San Silvestro e Capodanno, che ha determinato un primo assaggio d’inverno con gelate notturne diffuse soprattutto al Nord, la situazione meteorologica si prepara a cambiare nuovamente, questa volta con un’irruzione più incisiva e persistente, che avrà effetti evidenti anche nelle ore centrali della giornata.
Nelle ultime 48 ore, complice l’afflusso di miti venti di Libeccio e Scirocco, il quadro termico si è temporaneamente addolcito, specie lungo le regioni tirreniche e al Sud. Tuttavia, si tratta di un miglioramento solo apparente e di breve durata. L’analisi delle ultime emissioni modellistiche evidenzia l’imminente discesa di una massa d’aria di matrice artico-continentale che, attraverso la porta della Bora, si riverserà sul bacino centrale del Mediterraneo, determinando un significativo peggioramento termico e un aumento dell’instabilità atmosferica.
Il primo effetto concreto si avvertirà dalla serata del 5 gennaio, quando inizieranno a rinforzare venti freddi nord-orientali, innescati dalla formazione di una vasta circolazione ciclonica sul medio-basso Tirreno. Da quel momento, l’aria gelida comincerà ad affluire con decisione su gran parte della Penisola, coinvolgendo in modo più marcato il Centro-Sud e le regioni del Nord-Est. Le temperature subiranno un crollo generalizzato: le massime, che attualmente si attestano in media tra 8 e 14°C a seconda delle aree, caleranno anche di 6-8°C, attestandosi spesso sotto i 5°C in pianura, con valori prossimi o inferiori allo zero nelle ore diurne in molte zone interne e nelle valli alpine.
Particolarmente esposte saranno le aree dell’Adriatico, l’Appennino centrale e meridionale, e le zone pianeggianti del Nord-Est, dove il freddo sarà accompagnato da venti tesi e da una crescente instabilità che potrà tradursi in nevicate fino a quote molto basse, se non localmente in pianura, specie tra il 6 e l’8 gennaio. Non è esclusa la possibilità di fenomeni nevosi anche su alcune aree collinari del Centro-Sud, laddove l’interazione tra aria polare e umidità mediterranea risulterà più marcata.
Questa ondata di freddo si presenta con caratteristiche più severe rispetto alla precedente di fine dicembre, sia per intensità sia per durata. I modelli attualmente disponibili indicano un’azione fredda persistente almeno fino al 9-10 gennaio, con il rischio concreto di gelate estese anche in pieno giorno e temperature diffusamente negative per più ore consecutive, soprattutto al Nord e nelle aree interne del Centro.
In sintesi, l’Epifania 2026 sarà caratterizzata da un vero e proprio colpo d’inverno, con un’Italia divisa tra il gelo secco del Nord e l’instabilità nevosa del Centro-Sud. Gli aggiornamenti dei prossimi giorni saranno determinanti per definire con maggiore precisione l’entità dei fenomeni associati a questa colata gelida, ma un dato è ormai certo: il cuore dell’inverno sta per battere con forza sul Mediterraneo centrale.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
