L’Epifania 2026 si preannuncia come una delle più fredde e nevose degli ultimi anni, con un’ondata di gelo di origine artico-continentale in arrivo sull’Italia proprio tra il 6 e il 7 gennaio. Dopo un Capodanno già segnato da temperature in picchiata, la configurazione atmosferica va definendosi in maniera sempre più chiara: una massa d’aria molto fredda attraverserà la Francia per poi irrompere sul Mediterraneo, generando una profonda depressione responsabile di precipitazioni diffuse e un significativo crollo delle temperature.
I modelli meteorologici, pur mantenendo ancora un margine di incertezza sulla traiettoria esatta del minimo barico, sono ormai concordi nel delineare uno scenario fortemente perturbato per il Centro-Nord italiano, con nevicate che, complice il brusco abbassamento dello zero termico, potrebbero raggiungere agevolmente le quote pianeggianti.
Già dal fine settimana precedente, tra sabato 3 e domenica 4 gennaio, si consoliderà uno spesso strato d’aria fredda nei bassi strati atmosferici tra la Val Padana, la Toscana interna e le Marche. Le temperature scenderanno progressivamente sotto le medie stagionali, favorendo condizioni ideali per nevicate fino in pianura. Si prevede che lo zero termico possa collocarsi tra i 200 e i 400 metri di quota, ma localmente anche più in basso in caso di precipitazioni intense.
Secondo le proiezioni attuali dei modelli ECMWF e GFS, le regioni più esposte al maltempo con probabilità più elevata di nevicate anche al piano sono l’Emilia-Romagna (in particolare la Romagna), le Marche settentrionali e le aree interne della Toscana. Le precipitazioni inizieranno probabilmente già nelle prime ore del 6 gennaio, intensificandosi nel corso della giornata e protraendosi fino alla mattinata di mercoledì 7.
In Emilia-Romagna si stimano accumuli significativi: dai 5 ai 10 cm in pianura, con punte fino a 30–40 cm sui rilievi collinari e appenninici. Sotto osservazione città come Bologna, dove è sempre più probabile un episodio nevoso con accumuli anche al suolo. Nelle Marche, in particolare tra l’entroterra pesarese e l’anconetano, la neve potrebbe cadere con intensità, determinando accumuli consistenti anche a bassa quota.
Interessate anche l’Umbria e l’Abruzzo settentrionale, dove le nevicate potrebbero manifestarsi soprattutto nella serata del 6 gennaio. Più incerto, ma non escluso, il coinvolgimento delle pianure venete e friulane tra la tarda serata di martedì e le prime ore del giorno successivo.
Da monitorare con attenzione anche Firenze, dove un peggioramento marcato è atteso nelle primissime ore di martedì 6, con possibilità di nevicate fino a metà giornata, sebbene in fase di conferma. Si tratta, in ogni caso, di un evento raro per il periodo dell’Epifania, che potrebbe riportare la neve in città dopo anni di assenza.
Le prossime 48–72 ore saranno cruciali per affinare le previsioni, ma il trend meteorologico appare ormai ben tracciato: l’Epifania 2026 sarà all’insegna del freddo intenso e della neve su molte aree del Centro-Nord, con disagi alla viabilità e possibili criticità legate al gelo, specie nelle aree interne e collinari.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
