Il fumo nero che ha avvolto il cielo cristallino di Crans-Montana all’alba del primo gennaio 2026 non si è ancora diradato, né metaforicamente né nei cuori delle decine di famiglie che attendono notizie fuori dagli ospedali o davanti alle macerie del locale Le Constellation. La rinomata località sciistica svizzera, da sempre meta prediletta del turismo invernale italiano, è teatro di una delle più gravi catastrofi recenti: un incendio, divampato durante i festeggiamenti della notte di San Silvestro, ha trasformato una serata di gioia in un inferno di fuoco e panico. Il bilancio, provvisorio e drammatico, parla di 47 vittime accertate e oltre 115 feriti. Tra le pieghe di questo dramma, l’Italia vive ore di straziante attesa: sono sei i connazionali che mancano all’appello, giovanissimi ragazzi le cui tracce si sono perse nel caos della fuga.
Una trappola di fuoco nel bunker
La dinamica della strage appare ormai delineata nella sua crudeltà. Le fiamme sarebbero scaturite da alcuni giochi pirotecnici o candele scintillanti, accese incautamente su bottiglie di champagne all’interno del locale. Le Constellation, situato in un seminterrato privo di finestre — una struttura che molti descrivono simile a un ex bunker — si è trasformato in pochi istanti in una trappola mortale. L’unica via di uscita, una scala stretta, non ha potuto drenare la marea umana di circa 200 persone che tentavano disperatamente di raggiungere la salvezza, mentre il sistema di areazione, saturo di fumo tossico, rendeva l’aria irrespirabile.
Chi sono gli italiani dispersi a Crans-Montana
L’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, ha confermato che il numero dei dispersi italiani si è stabilizzato a sei, dopo una giornata convulsa in cui le segnalazioni si sono accavallate. Le famiglie, giunte in Svizzera o in contatto costante con la Farnesina, vivono un incubo a occhi aperti. Tra i nomi che filtrano in queste ore, c’è quello di Giovanni Tamburi, 16 anni, bolognese. La madre, Carla Massiello, ha lanciato appelli disperati sui social e ai media: il figlio, in vacanza con il padre, sarebbe riuscito inizialmente a scappare insieme a un amico, ma nella calca successiva i due si sarebbero persi di vista. Un dettaglio straziante, quella catenina d’oro con l’immagine della Madonna che Giovanni porta al collo, è ora uno degli elementi forniti per l’identificazione.
Nell’elenco dei giovanissimi che non rispondono all’appello figurano anche Achille Osvaldo Giovanni Barosi e Riccardo Minghetti, entrambi sedicenni milanesi, e Giuliano Biasini. Le autorità elvetiche, con estrema cautela, hanno avvertito che le operazioni di identificazione dei corpi recuperati saranno lunghe e complesse, a causa delle condizioni in cui versano molte delle vittime, rese irriconoscibili dalle fiamme.
Tra coloro che risultavano dispersi c’era anche il giovane Emanuele Galeppini, campione di golf, che in queste ore risulta come la prima vittima identificata. A confermare la sua triste scomparsa è stata La Federazione Italiana Golf che con un comunicato ha confermato la morte del 16enne Emanuele Galeppini nel rogo di Crans-Montana. Il giovane talento azzurro, residente a Dubai, è la prima vittima identificata della tragedia di Capodanno.
I feriti e la corsa verso il Niguarda
Non solo dispersi. Sono 13 gli italiani ricoverati in diverse strutture ospedaliere tra Sion, Losanna e Zurigo. Per i casi più gravi, è stato attivato un ponte sanitario con l’Italia. Tre pazienti in condizioni critiche sono stati trasferiti d’urgenza al Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano. Tra loro c’è Eleonora Palmieri, 29enne di Cattolica, attualmente in coma farmacologico. La ragazza ha riportato ustioni severe al volto e alle mani, oltre a una grave intossicazione da fumo. Le sue condizioni, come quelle degli altri ricoverati tra cui Leonardo Bove, Francesca Nota e Gregorio Esposito, sono monitorate costantemente dai medici.
Una comunità sotto shock
La tragedia ha colpito al cuore una comunità internazionale che si era riunita per celebrare l’inizio del nuovo anno. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, atteso oggi in Svizzera per incontrare le autorità locali e i familiari delle vittime, ha espresso la vicinanza del governo, sottolineando la difficoltà del momento. Mentre la magistratura del Canton Vallese ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e incendio colposo, l’attenzione resta focalizzata su quei sei nomi, sei ragazzi italiani che mancano all’appello, sospesi in un limbo terribile tra la speranza di un ritrovamento miracoloso e la paura della notizia peggiore. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
