Al momento nessuna ipotesi di reato formale e nessun indagato per l’incendio che ha devastato il disco bar Le Constellation di Crans-Montana la notte di Capodanno, causando almeno quaranta morti e centinaia di feriti. La conferma arriva direttamente dalla procuratrice generale del Cantone Vallese, Beatrice Pilloud, che in una intervista rilasciata alla televisione svizzera Rts ha fornito i primi chiarimenti ufficiali sull’inchiesta in corso, confermando la presenza di una uscita di sicurezza nel locale e precisando lo stato giuridico attuale dei proprietari dell’esercizio.
I titolari del Constellation, i cittadini francesi Jacques e Jessica Moretti, sono stati ascoltati dagli inquirenti in qualità di persone informate sui fatti e non come indagati, ha spiegato la magistrata. Nei loro confronti non possono essere adottate misure coercitive perché al momento sono considerati innocenti e l’inchiesta dovrà stabilire se emergano elementi probatori sufficienti per configurare responsabilità penali. Le ipotesi di reato su cui si muovono le indagini della Procura vallesana sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose, ma la procuratrice Pilloud ha invitato più volte alla prudenza, sottolineando che tutte le piste rimangono aperte e che solo l’esito dell’inchiesta potrà stabilire eventuali responsabilità individuali.
La questione dell’uscita di sicurezza rappresenta uno degli aspetti più controversi della vicenda. Secondo quanto confermato dalla procuratrice generale nell’intervista a Rts, il locale disponeva effettivamente di una via di fuga secondaria oltre alla scala principale che collegava il seminterrato al piano terra. L’esistenza di questa uscita di emergenza era stata messa in dubbio da numerose testimonianze raccolte nelle ore immediatamente successive alla tragedia, con diversi sopravvissuti che avevano descritto scene di panico e la difficoltà di trovare vie di fuga alternative mentre le fiamme si propagavano con rapidità devastante attraverso il controsoffitto del locale.
Il comandante della polizia vallese, Frédéric Gisler, aveva precedentemente fatto riferimento a una scala angusta che conduceva a un’uscita sul retro, situata in fondo al corridoio dove si trovava un bar più piccolo. Anche Stéphane Ganzer, capo del dipartimento di sicurezza del cantone, aveva confermato l’esistenza di altre uscite, precisando tuttavia che un incendio generalizzato come quello verificatosi nella notte di Capodanno impedisce alle persone di vedere, muoversi e trovare le vie di fuga, pur se tecnicamente presenti. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, aveva riferito ai media che secondo le autorità elvetiche c’erano altre uscite ma erano tutte ostruite dalle fiamme, rendendo di fatto inutilizzabile qualsiasi percorso alternativo di evacuazione.
Jacques e Jessica Moretti hanno fornito agli inquirenti informazioni dettagliate sulla disposizione interna del locale, sui lavori di ristrutturazione effettuati nel corso degli anni e sulla capienza autorizzata del bar. Il proprietario Jacques Moretti, contattato dalla Tribune de Genève, ha garantito che il locale era stato ispezionato tre volte nell’arco degli ultimi dieci anni e che tutto era stato fatto secondo le norme vigenti in materia di sicurezza antincendio. Al momento dell’incendio, Jessica Moretti si trovava all’interno del Constellation ed è rimasta ferita, riportando ustioni al braccio, mentre il marito era impegnato in un altro dei locali gestiti dalla coppia nella zona di Crans-Montana.
L’inchiesta si concentrerà ora su diversi aspetti tecnici e gestionali del locale. La procuratrice Pilloud ha specificato che le indagini verteranno sui materiali utilizzati per la ristrutturazione, in particolare sui pannelli fonoassorbenti presenti sul controsoffitto che secondo le prime ricostruzioni potrebbero aver contribuito alla rapidissima propagazione delle fiamme. Si dovrà inoltre verificare la conformità dei lavori eseguiti all’interno del bar, la presenza e la funzionalità degli estintori, il numero effettivo di persone presenti la sera della tragedia rispetto alla capienza autorizzata del locale, e l’efficienza delle vie di fuga e delle attrezzature antincendio installate.
La pista investigativa privilegiata dagli inquirenti indica che il fuoco sarebbe partito dalle candele pirotecniche posizionate sulle bottiglie di champagne durante i festeggiamenti di mezzanotte, candele che sarebbero state collocate troppo vicino al soffitto. Questa ipotesi, ha precisato Beatrice Pilloud, tende a confermarsi con il passare delle ore e sulla base dei primi elementi raccolti, inclusi diversi video registrati dai presenti che mostrano chiaramente il momento in cui i pannelli del controsoffitto hanno preso fuoco innescando il fenomeno del flashover, ovvero una propagazione rapidissima delle fiamme in ambienti chiusi che ha trasformato il locale in una trappola mortale nel giro di pochi secondi.
Il bilancio ufficiale comunicato dalle autorità svizzere parla di quaranta morti recuperati e centodiciannove feriti, molti dei quali in condizioni critiche. Tra le vittime e i feriti figurano numerosi cittadini italiani, con tredici connazionali ricoverati in vari ospedali svizzeri e italiani e sei ancora dispersi secondo i dati forniti dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la sua visita a Crans-Montana. L’identificazione delle vittime si sta rivelando estremamente complessa e richiederà diversi giorni, se non settimane, a causa delle gravi ustioni riportate che rendono impossibile il riconoscimento visivo e impongono l’utilizzo del protocollo internazionale DVI (Disaster Victim Identification) basato su analisi del DNA, impronte digitali e radiografie dentali.
Il ministro Tajani, che ha incontrato personalmente la procuratrice generale Beatrice Pilloud e le autorità cantonali, ha confermato che sono già stati effettuati decine di interrogatori con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità. La collaborazione tra le autorità italiane e svizzere è stata definita molto positiva, con l’Italia che ha messo a disposizione la Protezione civile, il sistema sanitario nazionale, i centri specializzati per grandi ustionati e la polizia scientifica per supportare le operazioni di identificazione. Tajani ha anche sottolineato che l’uso di fuochi d’artificio all’interno del locale, per quanto piccoli, non sembra una scelta responsabile, lasciando intendere che la dinamica dell’incendio solleva interrogativi sulla gestione della sicurezza nell’esercizio pubblico.
La procuratrice generale ha ribadito che al momento è impossibile stabilire con esattezza quante persone si trovassero effettivamente all’interno del Constellation al momento dello scoppio dell’incendio, e che forse non sarà possibile saperlo nemmeno in futuro data la natura del locale dove la gente entrava e usciva con grande frequenza durante la serata. Il locale poteva ospitare fino a quattrocento persone secondo le autorizzazioni rilasciate e secondo le prime stime potrebbero esserci state diverse centinaia di giovani presenti ai festeggiamenti, molti dei quali minorenni dato che il Constellation era uno dei pochi locali della zona ad accettare clienti sotto i diciotto anni d’età.
Le indagini proseguiranno nelle prossime settimane per chiarire tutti gli aspetti della tragedia. La procuratrice Pilloud ha escluso categoricamente qualsiasi pista terroristica e ha confermato che si è trattato di un incidente, precisando che c’è stata una forte esplosione a causa dell’incendio e non viceversa. Resta ora da stabilire se vi siano state violazioni delle norme di sicurezza, se i materiali utilizzati per l’insonorizzazione fossero conformi alle prescrizioni antincendio, se i controlli effettuati negli anni siano stati adeguati e se la gestione dell’emergenza sia stata appropriata. Solo al termine di questo complesso lavoro investigativo sarà possibile valutare se sussistano responsabilità penali individuali e procedere eventualmente con l’apertura formale di un’inchiesta a carico di persone specifiche per i reati di incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
