Sta vivendo in queste ore la sua fase più intensa la tempesta Goretti, un sistema depressionario di tipo extratropicale che si sta affermando come uno degli eventi più severi di questo inverno sull’Europa occidentale. La struttura della perturbazione, particolarmente compatta e dinamicamente matura, sta determinando condizioni atmosferiche estreme tra la Manica e l’entroterra francese, con un focus critico sull’Île-de-France e sul dipartimento dell’Oise.
Dal punto di vista sinottico, Goretti si configura come una profonda depressione baroclina generata lungo il fronte polare atlantico, rapidamente evoluta nelle ultime 24 ore in un sistema ciclonico a cuore freddo, alimentato da un forte contrasto termico latitudinale. I rilevamenti al suolo evidenziano un minimo barico prossimo ai 968 hPa presso Boulogne-sur-Mer, valore che rientra nel range delle grandi tempeste atlantiche, e che rappresenta un’anomalia significativa per le medie climatologiche invernali dell’area.
Il conseguente gradiente barico orizzontale ha raggiunto valori estremi, con isobare molto ravvicinate e una spinta geostrofica capace di generare un flusso eolico tempestoso. Le raffiche hanno superato i 130 km/h lungo la costa normanna, con picchi prossimi ai 150 km/h nell’area di Barfleur, dove la direzione del vento da ovest-nordovest ha favorito l’ingresso diretto del fronte del vento (wind front) marino. Le onde generate dal fetch hanno raggiunto altezze superiori ai 6 metri nel Golfo di Saint-Malo, rendendo impraticabili numerosi porti e interrompendo parte del traffico marittimo regionale.
All’interno, l’espansione del campo di vento è stata altrettanto notevole. La Torre Eiffel ha registrato raffiche superiori ai 110 km/h a quota 300 metri, confermando un profilo verticale del vento estremamente teso, con fenomeni di downburst localizzati che hanno acuito gli effetti al suolo. Numerose stazioni meteorologiche automatiche nell’Île-de-France, tra cui Roissy e Melun, hanno superato i 100 km/h, soglia oltre la quale iniziano a verificarsi danni estesi su vegetazione, coperture leggere e infrastrutture mobili.
Il bilancio provvisorio segnala già diversi interventi dei servizi di protezione civile per alberi abbattuti, linee elettriche danneggiate e tetti scoperchiati. La SNCF ha comunicato rallentamenti diffusi sulla rete ferroviaria, con interruzioni parziali sulle tratte suburbane. Anche il traffico stradale risulta fortemente compromesso, specie nei collegamenti nord-sud verso Parigi, dove la visibilità ridotta e la presenza di detriti costituiscono un pericolo concreto per la circolazione.
L’intensità del sistema Goretti e la rapidità con cui si è evoluto pongono l’attenzione sulla crescente incidenza di eventi estremi anche in aree non tradizionalmente esposte alle grandi tempeste cicloniche. Sebbene la Francia settentrionale sia periodicamente interessata da perturbazioni atlantiche, l’accoppiamento tra un minimo barico così profondo e un’area di vento così ampia resta un evento a bassa frequenza. In un contesto climatico in evoluzione, episodi come questo rappresentano un banco di prova sia per i modelli previsionali che per la resilienza delle infrastrutture civili.
La fase più attiva della tempesta è attesa ancora per diverse ore, con un graduale spostamento del nocciolo depressionario verso il Belgio e la Germania occidentale entro la prossima notte. Tuttavia, le condizioni di vento resteranno critiche su buona parte della Francia centro-settentrionale almeno fino al mattino successivo, in un contesto sinottico che continuerà a favorire instabilità diffusa e piogge a carattere di rovescio. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
