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Meteo, Fine Gennaio con PIOGGIA intensa e NEVE abbondante: la nuova tendenza

Piogge abbondanti, nevicate significative e vortici mediterranei: l’Italia si prepara a un finale di gennaio all’insegna dell’instabilità e dei contrasti meteorologici.

Secondo le più recenti elaborazioni modellistiche del centro europeo ECMWF, la parte finale di gennaio 2025 si preannuncia estremamente dinamica sul Mediterraneo centrale, con l’Italia ripetutamente interessata da strutture depressionarie ben organizzate. La sequenza sinottica mostra almeno due fasi perturbate principali, capaci di determinare condizioni di marcato maltempo su vaste aree del territorio nazionale, con precipitazioni abbondanti, fenomeni temporaleschi e nevicate significative su Alpi e Appennini.

La prima finestra perturbata si apre attorno al 23 gennaio, con lo sviluppo di una ciclogenesi tra il Mar Ligure e l’alto Tirreno. Il sistema depressionario attiva un nucleo di precipitazioni organizzate lungo un asse che si estende dalla Liguria di Levante verso l’alta Toscana, la dorsale appenninica centrale e infine fino al medio e basso Tirreno, coinvolgendo Lazio e Campania. La configurazione sinottica è tipica di un maltempo di matrice tirrenica, con flussi sud-occidentali umidi che, impattando sui rilievi, innescano piogge persistenti e localmente intense. Particolarmente esposte risultano la Liguria di Levante (soprattutto lo Spezzino e il retroterra costiero), la Lunigiana, la Garfagnana, la Valle dell’Arno superiore e i settori costieri e preappenninici di Lazio e Campania.

Contestualmente, l‘arco alpino centro-occidentale viene interessato da nevicate a quote montane, con accumuli più consistenti tra Valle d’Aosta, alto Piemonte, alta Lombardia e settori alpini centro-occidentali. Non si escludono sconfinamenti nevosi fino a fondovalle chiusi, specie se l’aria fredda in quota riuscirà a penetrare efficacemente nei bassi strati. Sulla Pianura Padana, invece, la situazione appare marginale e dipendente dal profilo termico al suolo: prevalgono condizioni piovose, con possibilità di fenomeni misti e neve relegata principalmente ai rilievi prealpini.

Una seconda e più incisiva perturbazione è attesa tra il 25 e il 26 gennaio, con un minimo depressionario più profondo in transito tra Mar Ligure, Tirreno centrale e successivamente l’Adriatico. Il sistema coinvolge in modo esteso il Centro-Nord, con precipitazioni abbondanti tra Liguria, alta Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Marche interne. Si prevede una fase di piogge diffuse e localmente molto intense, accentuate da effetti orografici soprattutto tra Appennino tosco-emiliano, basso Piemonte appenninico e Liguria centro-orientale. In questa fase anche la Sardegna, specie i settori nord-occidentali e occidentali (tra Nurra, Montiferru e coste esposte), entra in un regime di maltempo organizzato, mentre la Corsica e i bacini marini circostanti fungono da attivatori convettivi in grado di alimentare sistemi rigeneranti verso la costa ligure e l’alta Toscana.

Il comparto alpino riceve un ulteriore apporto nevoso, con nevicate abbondanti e diffuse su Valle d’Aosta, Piemonte alpino, Lombardia settentrionale, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Le nevicate interesseranno anche l’Appennino centrale e settentrionale, in particolare i rilievi di Toscana, Emilia, Marche e Umbria, con accumuli significativi a quote medio-alte. Le quote neve potranno oscillare in funzione della reale profondità del minimo depressionario e della quantità di aria fredda richiamata al suo seguito, ma il segnale modellistico appare solido in favore di un episodio nevoso esteso e localmente intenso.

Tra il 26 e il 27 gennaio, con il minimo in traslazione verso l’Adriatico e i Balcani occidentali, il maltempo si sposta progressivamente verso il versante orientale della Penisola. Le regioni adriatiche centrali (in particolare Marche, Abruzzo e Molise) diventano l’asse principale dei fenomeni, con piogge diffuse e a tratti di forte intensità, mentre il Nord-Ovest e il Centro tirrenico tendono ad un temporaneo miglioramento, pur con residui fenomeni. Anche la Puglia centro-settentrionale, il Gargano, e la Calabria ionica e meridionale risulteranno coinvolti da piogge e rovesci sparsi, spesso associati a instabilità convettiva. L’ingresso di aria più fredda sul retro della depressione favorirà la neve sull’Appennino centrale e, localmente, su quello meridionale, soprattutto nei crinali interni e alle quote più elevate.

In ambito extra-nazionale, è da segnalare un’intensa banda precipitativa attiva lungo i Balcani occidentali, con fenomeni molto forti tra Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Albania, in estensione verso la Grecia. Questo scenario indica un minimo ben strutturato tra Adriatico e Ionio, ancora in grado di mantenere attive correnti instabili sull’Italia adriatica meridionale.

Una nuova fase perturbata è attesa attorno al 28 gennaio, con il ritorno del maltempo sul Nord-Ovest italiano e sull’arco alpino. Una nuova struttura depressionaria favorirà precipitazioni abbondanti sulla Liguria, in particolare tra Genova, Tigullio e Spezzino, dove le correnti umide in arrivo da sud-ovest, impattando sulla catena appenninica, potranno generare piogge persistenti e localmente molto intense. Parallelamente, si rafforza il segnale nevoso su Piemonte, Valle d’Aosta, alta Lombardia e settori alpini e prealpini del Triveneto. Le aree più coinvolte potrebbero essere Valle dell’Orco, Val Vigezzo, Valtellina, Orobie e i rilievi tra Lago Maggiore e Bellunese, con nevicate copiose che interesseranno anche le valli montane e pedemontane, specie nelle ore più fredde.

Il resto del Centro-Sud appare in questa fase più marginale rispetto al cuore del maltempo, con fenomeni più isolati e alternanza di schiarite, ma in un contesto comunque instabile.

In sintesi, l’ultima decade di gennaio 2025 si configura come una delle più instabili dell’inverno in corso, con almeno due fasi perturbate principali capaci di coinvolgere in modo diffuso il Paese. Le zone a più alto rischio di piogge forti sono la Liguria, l’alta Toscana, l’Appennino tosco-emiliano, il versante tirrenico centrale e successivamente le regioni adriatiche centro-meridionali. Le Alpi e, in misura minore, l’Appennino centrale e settentrionale, potranno beneficiare di nevicate di rilievo, con accumuli consistenti a partire dai 1000–1200 metri, localmente anche più in basso. Le previsioni potranno subire fisiologici aggiustamenti con l’avanzare delle corse modellistiche, ma la linea di tendenza appare ormai consolidata: una chiusura di mese all’insegna della ciclogenesi mediterranea e dell’inverno vero, specie per il Nord e le aree montane.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!