Le polemiche intorno alla selezione dei tedofori per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono arrivate al vertice dell’esecutivo, costringendo il governo a intervenire con una riunione d’urgenza. Nelle ultime settimane, la scelta di alcune figure incaricate di portare la torcia olimpica ha suscitato un’ondata di critiche, alimentata soprattutto dall’esclusione di campioni olimpici e atleti storici in favore di personaggi del mondo dello spettacolo, influencer e celebrità televisive.
Il vicepremier Matteo Salvini e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi hanno deciso di convocare un incontro urgente in videocollegamento con tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione dei Giochi. Al centro dell’attenzione, le scelte compiute dalla Fondazione Milano-Cortina e dal CONI, ritenute poco trasparenti e incoerenti con lo spirito olimpico. L’obiettivo del confronto: fare chiarezza e, possibilmente, correggere la rotta.
Il caso è esploso dopo che numerosi atleti, tra cui anche nomi di peso dello sport italiano come Kristian Ghedina, Silvio Fauner, Giorgio Di Centa, Marco Albarello e Pietro Piller Cottrer, hanno espresso pubblicamente il loro stupore e disappunto per l’esclusione. Parallelamente, ha fatto discutere la presenza tra i tedofori di volti noti della televisione e dei social media, come Gabriele Sbattella, noto al grande pubblico come “l’Uomo Gatto” della trasmissione Sarabanda. Una selezione che ha sollevato interrogativi sull’effettiva aderenza ai criteri fissati per la scelta dei portatori della fiamma.
Secondo le linee guida ufficiali, i tedofori devono essere “agenti del cambiamento”, ovvero persone capaci di ispirare le comunità attraverso un impatto positivo, promuovendo valori come la sostenibilità, l’inclusione, il merito sportivo e l’appartenenza territoriale. In questo contesto, la presenza di figure popolari non sportive non rappresenta di per sé una violazione delle regole, ma il malcontento è montato per l’apparente marginalizzazione di chi ha realmente scritto la storia dello sport italiano, in particolare quello invernale.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è stata la partecipazione alla staffetta di Marco Fertonani, ex ciclista professionista con un passato segnato dal doping. Fertonani, oggi imprenditore, è stato coinvolto nella tappa di Chiavari nonostante una squalifica di due anni ricevuta nel 2007 per positività al testosterone. La sua presenza ha ulteriormente infiammato il dibattito pubblico e istituzionale, sollevando dubbi sulla coerenza etica nella selezione dei candidati.
Alla fine della riunione straordinaria, Salvini e Abodi hanno fatto sapere di aver ricevuto rassicurazioni in merito al “coinvolgimento di tutti gli atleti più rappresentativi”. In una nota congiunta, i due ministri hanno ribadito l’intenzione di vigilare attentamente affinché le scelte future siano all’altezza dell’evento e del suo significato simbolico: “Visto il grande impegno degli ultimi anni per realizzare un’edizione dei giochi invernali memorabile, Salvini e Abodi vogliono fare massima chiarezza affinché vengano chiarite scelte che lasciano fortemente perplessi”.
Resta da capire se le rassicurazioni ricevute basteranno a placare l’indignazione del mondo sportivo e della pubblica opinione. Per ora, il caso sembra rientrato, ma la miccia è accesa e il malcontento non appare del tutto sopito. L’immagine delle Olimpiadi italiane, evento di portata globale e simbolo di unità e merito, rischia di essere offuscata proprio da quelle che dovrebbero esserne le figure emblematiche: i portatori della fiamma. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
