Un profondo vortice depressionario in formazione tra il Canale di Sardegna e la Tunisia sta per innescare un’intensa fase di maltempo sull’Italia meridionale, con condizioni atmosferiche che, tra lunedì 19 e martedì 20 gennaio, raggiungeranno livelli di severità estrema. Il quadro sinottico mostra un rapido approfondimento del minimo barico, destinato a convogliare masse d’aria umida e instabile dai quadranti orientali, innescando un significativo rinforzo della ventilazione e un’accentuata instabilità su ampie porzioni del territorio nazionale.
I modelli previsionali convergono su un’intensificazione marcata dei venti di grecale e scirocco, che soffieranno con raffiche burrascose tra lo Ionio e il basso Tirreno. In queste aree, in particolare al largo e in prossimità dei rilievi esposti, come i crinali della Sila in Calabria, si prevedono picchi di velocità superiori ai 120 km/h. Anche le coste orientali di Sicilia e Sardegna saranno interessate da venti tempestosi, con raffiche prossime ai 100 km/h. Più a nord, tra Liguria e Toscana, si attiveranno forti correnti di Tramontana e Grecale, rispettivamente, con venti a tratti rafficati ma di intensità inferiore rispetto al Sud.
Contestualmente, il moto ondoso subirà un’impennata significativa. Le previsioni indicano onde di 6-7 metri di altezza significativa sul Mar Ionio e nel settore meridionale del Tirreno, con onde massime fino a 9 metri al largo. Si tratta di valori eccezionali che potranno determinare mareggiate distruttive, in particolare lungo i tratti costieri esposti delle province di Catanzaro, Siracusa, Catania e Nuoro, dove l’impatto dell’onda lunga potrebbe generare danni strutturali e fenomeni di erosione costiera.
Ma l’elemento eolico e marino non sarà l’unico aspetto critico di questa intensa perturbazione. L’afflusso di aria calda e umida in quota, combinato con l’orografia locale, favorirà la genesi di temporali stazionari e veri e propri nubifragi, specialmente sulla Sicilia orientale. I modelli ad alta risoluzione evidenziano accumuli pluviometrici potenzialmente estremi, con picchi compresi tra 300 e 400 mm in appena 48 ore nelle zone interne alle spalle del Catanese. Un simile apporto pluviometrico, concentrato in un intervallo temporale così ristretto, pone elevato rischio idrogeologico, con possibilità di frane, allagamenti e piene improvvise.
La dinamica in atto richiama pertanto la massima attenzione da parte degli enti di protezione civile e dei cittadini nelle aree a rischio. Il vortice ciclonico potrebbe persistere per oltre 36 ore nella sua fase più attiva, prolungando gli effetti al suolo ben oltre la giornata di martedì. Ulteriori aggiornamenti saranno cruciali per monitorare l’evoluzione delle traiettorie frontali e l’intensità dei fenomeni associati.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
