L’Italia sta affrontando una delle fasi meteorologiche più turbolente degli ultimi mesi, con raffiche di vento che hanno raggiunto picchi eccezionali, mareggiate violente e danni ingenti, in particolare nelle regioni meridionali e insulari. A causare questa escalation è stato il ciclone Nils, una profonda struttura depressionaria di origine atlantica che ha investito il Paese tra il 12 e il 13 febbraio, innescando un’intensa tempesta di vento con effetti devastanti in Sicilia, Sardegna e Calabria.
Sulla costa orientale siciliana, l’anemometro ha registrato raffiche superiori ai 170 km/h tra Catania e Messina, provocando il crollo di alberi, danni a infrastrutture e la chiusura temporanea dell’autostrada A18. A Palermo, le violente raffiche hanno sradicato pensiline e colpito impianti di distribuzione carburante. In Sardegna, Punta Sebera ha toccato i 139 km/h, mentre al largo di Alghero le boe meteo hanno misurato onde fino a 12 metri, segno di una mareggiata di rara intensità. Anche il nord-ovest del Paese non è stato risparmiato: a Capo Corso, in Corsica, si è sfiorata la soglia dei 190 km/h, mentre l’arco alpino è stato investito da raffiche di Föhn fino a 120 km/h.
Le condizioni resteranno critiche anche nei prossimi giorni. Sabato 14 febbraio, giorno di San Valentino, una nuova perturbazione darà vita a un secondo ciclone extratropicale che riattiverà venti fortissimi su buona parte della Penisola. Lo Scirocco tornerà a investire il versante ionico e l’Adriatico, con raffiche che potranno superare localmente i 100 km/h, mentre il Maestrale tornerà a colpire la Sardegna occidentale, il Canale di Sicilia e le Egadi. I mari passeranno rapidamente da agitati a molto agitati, con onde fino a 5 metri sulle coste esposte e alto rischio di interruzioni nei collegamenti marittimi con le isole minori.
Sotto osservazione anche la Liguria, dove la Tramontana scura potrebbe raggiungere punte di 80-90 km/h, aggravando ulteriormente le condizioni di instabilità atmosferica. Il quadro sinottico evidenzia una dinamica “a perno”, con il ciclone che ruotando su sé stesso richiama aria più fredda dalle latitudini settentrionali, accentuando il contrasto termico e favorendo l’ulteriore rinforzo dei venti.
Secondo le ultime proiezioni, la situazione resterà altamente perturbata almeno fino alla metà della prossima settimana. Da lunedì 16 febbraio il Maestrale potrebbe infatti tornare protagonista, con raffiche intense sul medio e basso Tirreno, coinvolgendo Campania, Calabria tirrenica, Basilicata occidentale e Sicilia settentrionale. Nessuna tregua in vista, dunque, per un’Italia che resta sotto scacco del vento e del mare in tempesta.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
