Anche per il 2026 viene confermata l’Ape Sociale, la misura di anticipo pensionistico introdotta nel 2017 e riservata a categorie specifiche di lavoratori in condizioni di particolare fragilità o difficoltà. L’Inps ha ufficializzato con una circolare la riapertura delle domande, definendo le modalità operative, le scadenze e i requisiti necessari per accedere all’indennità. Si tratta di un’opportunità rilevante per chi, pur non avendo ancora raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia, intende cessare l’attività lavorativa in anticipo.
L’Ape Sociale non è una pensione in senso tecnico, ma un’indennità a carico dello Stato che viene corrisposta fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia, fissata a 67 anni, oppure fino al conseguimento della pensione anticipata. L’importo dell’assegno è pari alla pensione maturata fino al momento della richiesta, con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili, corrisposti per 12 mensilità l’anno.
Il beneficio è vincolato all’interruzione del lavoro: chi accede all’Ape Sociale non può proseguire attività lavorativa a tempo pieno. Sono ammesse attività marginali, ma entro limiti di reddito: 8.000 euro lordi l’anno per lavoro dipendente o parasubordinato, e 4.800 euro per lavoro autonomo. Il superamento di queste soglie comporta la perdita dell’indennità.
Per accedere all’Ape Sociale nel 2026 è necessario avere almeno 63 anni e 5 mesi di età al momento della domanda. Oltre al requisito anagrafico, servono almeno 30 anni di contributi per le seguenti categorie: disoccupati che hanno terminato da almeno tre mesi l’indennità di disoccupazione; caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare con disabilità grave convivente; invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%. Diverso il requisito contributivo per i lavoratori addetti a mansioni gravose o usuranti: per loro sono richiesti almeno 36 anni di contributi, purché svolgano tali attività in modo continuativo da almeno sei anni. In questa categoria rientrano, tra gli altri, operai edili, autisti di mezzi pesanti, infermieri, addetti alla pulizia, operatori ecologici, insegnanti della scuola dell’infanzia e caregiver professionali.
La procedura per ottenere l’Ape Sociale è articolata in due fasi: la prima è il riconoscimento delle condizioni di accesso, la seconda è la domanda per ottenere l’indennità vera e propria. L’Inps raccomanda di presentare entrambe contestualmente, per evitare ritardi nell’erogazione delle mensilità spettanti. La domanda può essere presentata online tramite il portale Inps, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure con l’assistenza dei patronati o del Contact Center dell’Istituto.
Le scadenze previste per la presentazione della domanda di riconoscimento sono tre. Chi la invia entro il 31 marzo 2026 riceverà risposta entro il 30 giugno. La seconda finestra è quella del 15 luglio, con esito previsto entro il 15 ottobre. La data ultima utile per inoltrare la richiesta è il 30 novembre, oltre la quale non sarà più possibile accedere al beneficio per l’anno in corso.
La conferma dell’Ape Sociale anche per il 2026 rappresenta un segnale di continuità nell’attenzione verso i lavoratori in condizioni di maggiore vulnerabilità, in attesa di una riforma organica del sistema pensionistico. Tuttavia, la misura resta limitata a una platea ristretta, e la complessità delle procedure rende necessario un attento supporto informativo per chi intende beneficiarne. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
