Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

Pathweigh, il nuovo metodo sviluppato da un’endocrinologa per dimagrire

Una nuova strategia clinica promette di rivoluzionare il modo in cui la medicina affronta l’obesità: ecco perché l’approccio Pathweigh sta facendo discutere la comunità scientifica.
the concept of early pregnancy, proper nutrition, women's health. close-up photo of a slender beautiful belly and navel of a woman. She touches the two palms of her hands to her waist. On white light background

Un cambio di paradigma nella gestione del peso, che potrebbe segnare un punto di svolta nella medicina di base: è questa l’essenza di Pathweigh, il metodo ideato dalla dottoressa Leigh Perreault, endocrinologa e docente presso l’Università del Colorado. Più che un trattamento, è una nuova infrastruttura clinica, una sorta di “autostrada” su cui far viaggiare le diverse opzioni terapeutiche disponibili per l’obesità. Pathweigh non propone una dieta, non è un farmaco, né un programma di esercizi, ma un nuovo modo di inquadrare e affrontare la gestione del peso all’interno dell’assistenza primaria. I risultati sono stati pubblicati su Nature Medicine e derivano da uno studio che ha coinvolto oltre 274.000 pazienti in 56 cliniche del Colorado, rendendolo uno dei più vasti mai condotti su questo tema.

Il punto di partenza è una constatazione tanto semplice quanto sottovalutata: l’obesità, pur essendo uno dei principali fattori di rischio per malattie croniche, viene spesso trattata nei contesti clinici come un effetto collaterale, un problema da gestire con consigli generici su dieta e attività fisica. Un approccio frammentario e inefficace, secondo Perreault, che nella sua esperienza clinica si è trovata a curare sistematicamente le complicanze dell’obesità – diabete, ipertensione, dislipidemie – senza mai affrontarne direttamente la causa.

Pathweigh nasce proprio dalla volontà di cambiare questa logica. Il sistema prevede che i pazienti vengano informati della possibilità di richiedere una visita medica dedicata alla gestione del peso. Questa richiesta attiva automaticamente un flusso specifico nella cartella clinica elettronica, che guida il medico attraverso un iter strutturato, consentendo un inquadramento preciso e l’avvio di un percorso terapeutico mirato. Durante lo studio, ciò ha portato a un aumento del 23% degli interventi clinici mirati sul peso e a un raddoppio delle prescrizioni di farmaci anti-obesità, segno che la questione veniva affrontata in modo più sistematico e meno marginale.

L’osservazione ha coperto un periodo di 18 mesi, durante il quale è emerso un dato rilevante: i pazienti seguiti con il metodo Pathweigh hanno registrato una perdita media di peso di circa 0,6 chilogrammi, apparentemente modesta, ma sufficiente a invertire una tendenza secolare all’aumento. Gli esperti, infatti, stimano che la popolazione adulta aumenti in media di circa mezzo chilo l’anno, contribuendo a lungo termine all’epidemia globale di obesità. Bloccare questo incremento – anche senza puntare a dimagrimenti drastici – rappresenta un obiettivo fondamentale di sanità pubblica.

Le implicazioni del metodo sono tutt’altro che trascurabili. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, come altre istituzioni sanitarie internazionali, sottolinea da tempo la necessità di integrare la gestione del peso nei servizi di assistenza primaria. Tuttavia, finora mancavano strumenti organizzativi concreti per farlo in modo sistematico. Pathweigh colma proprio questa lacuna, introducendo una struttura replicabile, che diverse realtà sanitarie statunitensi stanno già valutando di implementare su larga scala.

Il riconoscimento più emblematico è arrivato dall’American Diabetes Association, che ha inserito i modelli di gestione integrata del peso – come Pathweigh – nei nuovi Standards of Care in Overweight and Obesity, accreditando il metodo come potenziale standard di cura per il futuro.

Perreault, consapevole dell’impatto del suo lavoro, sottolinea che il vero valore del metodo non sta nei numeri assoluti, ma nel cambiamento sistemico che può innescare. “Abbiamo dimostrato che è possibile fermare l’aumento di peso nella popolazione attraverso la medicina di base. È qualcosa che non era mai stato fatto prima”, afferma con fermezza.

Oggi Pathweigh non è solo un protocollo clinico, ma un messaggio forte: che l’obesità è una malattia da affrontare con strumenti clinici seri e una presa in carico strutturata, non più con consigli superficiali relegati a margine della visita. Una lezione di metodo, prima ancora che di medicina. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!