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È morto Donald Douglas, volto nobile del cinema e della televisione britannica

Dall’ammiraglio Darcy di Bridget Jones al mondo di Doctor Who: se ne va un attore capace di attraversare mezzo secolo di cinema con grazia silenziosa e intensità discreta.

È morto all’età di 92 anni Donald Douglas, attore scozzese dalla carriera lunga oltre mezzo secolo, capace di attraversare generi, epoche e continenti senza mai perdere il rigore e la sobrietà che lo contraddistinguevano. Nato a Falkirk nel 1933, Douglas si è spento in un ospedale di Albi, nel sud della Francia, dopo una breve malattia. La notizia è stata confermata dalla famiglia, lasciando un vuoto non solo nel mondo dello spettacolo britannico, ma anche tra i fan internazionali che lo avevano amato in ruoli divenuti iconici.

Per molti resterà per sempre l’ammiraglio Darcy, padre del più celebre Mark nella trilogia cinematografica di Bridget Jones, personaggio severo ma affettuoso che ha saputo conquistare il pubblico con uno stile sobrio e una recitazione asciutta, quasi d’altri tempi. Ma chi ha seguito la televisione britannica dagli anni ’70 in poi, sa che Donald Douglas era molto più di un comprimario da grande schermo: era un attore di razza, uno di quelli che danno spessore ai personaggi minori, li rendono memorabili, e li portano con sé nell’immaginario collettivo.

Nel suo curriculum figurano apparizioni in film importanti come Quell’ultimo ponte di Richard Attenborough, Highlander – Scontro finale e La vera storia di Jack lo squartatore, ma anche ruoli di grande intensità nelle produzioni televisive targate BBC. Memorabile la sua interpretazione dello zar Alessandro I accanto ad Anthony Hopkins nella miniserie Guerra e pace, e altrettanto incisiva la sua partecipazione a serie cult come Doctor Who – dove interpretava il personaggio di Vural – e Poirot, senza dimenticare le soap opera popolari come EastEnders.

Quella di Douglas è stata una carriera silenziosa ma solida, vissuta lontano dai riflettori del gossip e costruita con la forza del mestiere. Non cercava il protagonismo, ma lo conquistava naturalmente, scena dopo scena. Era uno di quegli attori che il pubblico non sempre ricordava per nome, ma che bastava vedere in scena per riconoscere e apprezzare, come si fa con i volti di casa.

Con la sua scomparsa si chiude un capitolo importante del cinema e della televisione britannica: quello degli interpreti che sapevano farsi notare senza mai alzare la voce, capaci di rendere credibili re e soldati, padri burberi e alieni in esilio, con la sola forza della presenza. Douglas lascia un’eredità fatta di stile, disciplina e autenticità: un’eredità che oggi, più che mai, appare preziosa. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!