Una nuova teoria del complotto ha preso piede sui social, affermando che il 12 agosto 2026 la Terra perderà per sette secondi la gravità, provocando milioni di morti. Secondo i sostenitori di questa presunta catastrofe, la causa sarebbe l’intersezione di onde gravitazionali generate da buchi neri, evento previsto da un fantomatico documento segreto della NASA chiamato “Project Anchor”, finanziato con 89 miliardi di dollari. Il testo, circolato online attraverso un post poi cancellato dall’account Instagram @mr_danya_of, sostiene anche che siano in costruzione bunker sotterranei per mettere in salvo élite politiche e una ristretta cerchia di “cittadini selezionati”. A smontare l’intera teoria sono bastate poche dichiarazioni ufficiali e un richiamo elementare alle leggi della fisica.
La NASA ha smentito in modo netto l’esistenza di un progetto chiamato “Anchor”, e ha chiarito che la gravità terrestre non può scomparire temporaneamente, nemmeno per pochi secondi. In base alla teoria della relatività generale formulata da Albert Einstein nel 1915, la gravità non è una forza che si può accendere o spegnere, ma una curvatura dello spaziotempo prodotta dalla presenza di massa. La Terra, con la sua massa complessiva – composta da nucleo, mantello, crosta, oceani, atmosfera – deforma lo spaziotempo in modo stabile e continuo. Per far sì che la gravità venga meno, bisognerebbe che il nostro pianeta perdesse improvvisamente la maggior parte della sua massa: un evento fisicamente impossibile.
La fake news si appoggia a un elemento reale della fisica moderna: le onde gravitazionali. Queste increspature dello spaziotempo, previste da Einstein e osservate per la prima volta nel 2015 dagli interferometri LIGO e Virgo, sono effettivamente prodotte dalla collisione di oggetti estremamente massicci come buchi neri o stelle di neutroni. Tuttavia, l’effetto che queste onde hanno sulla Terra è infinitesimale: modificano la struttura dello spaziotempo per una frazione più piccola della dimensione di un protone. Non esiste alcun meccanismo, noto o ipotetico, in grado di trasformare queste onde in un’interruzione percepibile della gravità terrestre.
Il 12 agosto 2026 ci sarà sì un evento astronomico, ma completamente naturale e già previsto con precisione: un’eclissi solare totale. Sarà visibile in totalità in alcune aree dell’emisfero nord, come Groenlandia, Islanda, l’Artico e il nord della Spagna, con un picco intorno alle 19:47 ora italiana. In molte altre regioni del mondo si potrà osservare una eclissi parziale. Come ogni eclissi, anche questa non ha alcun effetto sulla gravità terrestre.
La rapida diffusione della bufala sul “Project Anchor” dimostra ancora una volta quanto sia fragile il confine tra scienza e disinformazione. La scienza non prevede apocalissi misteriose, ma fornisce strumenti per capire il mondo. Basta saperli usare. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
