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NASA: “Non abbiamo un modo per fermare gli asteroidi killer di città”

Kelly Fast, responsabile della Difesa Planetaria della NASA, lo ammette: non esiste una strategia per fermare un asteroide in rotta di collisione. Il caso di 2026 CC, sfiorato a 610.000 km, mostra la fragilità del sistema di allerta.

La NASA non dispone di alcuna strategia per fermare un asteroide in rotta di collisione con la Terra. A dichiararlo candidamente è Kelly Fast, responsabile della sezione di Difesa Planetaria dell’agenzia spaziale statunitense, in una recente intervista. Fast ha sottolineato che l’assenza di un piano non dipende dall’impossibilità tecnica di agire, ma dalla mancanza di volontà politica di investire in un programma di risposta concreto. Una lacuna che la scienziata considera frustante e preoccupante, pur in assenza di un pericolo immediato.

A rendere ancora più evidente la fragilità delle difese terrestri è il caso dell’asteroide 2026 CC: il 5 febbraio scorso, il sistema di monitoraggio SynTrack Robotic Telescope del Jet Propulsion Laboratory ha individuato il corpo celeste appena due giorni prima del suo passaggio ravvicinato alla Terra, avvenuto il 7 febbraio alle 21:15 ora italiana. L’oggetto, con un diametro massimo stimato di 55 metri, ha sfiorato il pianeta a circa 610.000 chilometri di distanza poco meno della metà della distanza Terra-Luna. Se avesse avuto una traiettoria di impatto diretta, non sarebbe stato possibile fare nulla per deviarlo. A confermare lo scenario è anche il risultato della quinta esercitazione biennale di difesa planetaria condotta dalla NASA insieme all’ESA e ad altre agenzie: la simulazione ha ribadito che non siamo preparati a rispondere a una simile minaccia.

Eppure le capacità tecniche esistono. Nel settembre 2022 la missione DART della NASA ha dimostrato che deviare un asteroide è possibile: la sonda si è schiantata a 24.000 chilometri orari contro Dimorphos, il piccolo asteroide in orbita attorno al più grande Didymos, modificandone con successo la traiettoria. Gli esperti di difesa planetaria preferiscono questa strategia alla distruzione con ordigni nucleari, come si vede nei film, ritenendola più sicura ed efficace. Perché funzioni, però, l’asteroide deve essere scoperto con mesi o addirittura anni di anticipo. Il caso di 2026 CC dimostra che questo non è sempre garantito.

Un ulteriore punto cieco è rappresentato dagli oggetti che arrivano dalla direzione del Sole, invisibili anche al potente Osservatorio Vera Rubin che pure ha identificato 2.000 asteroidi in una sola settimana di funzionamento. La soluzione ideale, secondo gli esperti, sarebbe disporre di una sonda tipo DART II stazionata nel punto di Lagrange 2, pronta a intercettare minacce in arrivo. Ma un progetto simile richiede ingenti finanziamenti e accordi internazionali complessi. Fast e la collega Nancy Chabot della Johns Hopkins University si concentrano in particolare sugli asteroidi definiti “killer di città”, con diametro tra i 50 e i 150 metri: abbastanza grandi da radere al suolo una metropoli, ma abbastanza frequenti da rendere il rischio tutt’altro che trascurabile. Ad oggi la NASA ha identificato solo circa il 40 percento dei 25.000 asteroidi di oltre 140 metri che orbitano nelle vicinanze della Terra.

Un esempio recente di quanto il rischio possa diventare concreto è l’asteroide 2024 YR4, che per alcuni giorni del 2025 è stato il più pericoloso mai registrato in rotta verso la Terra. Le osservazioni di follow-up hanno poi azzerato le probabilità di impatto sul nostro pianeta, ma la Luna potrebbe ancora essere colpita a dicembre del 2032, con potenziali ricadute anche sulla Terra. Per gli asteroidi di dimensioni planetarie — come quello da 10 chilometri che 66 milioni di anni fa causò l’estinzione dei dinosauri non aviani — non esisterebbero opzioni difensive reali. Ma è la minaccia “quotidiana” dei killer di città, ignorata dalla politica internazionale, quella che preoccupa di più la comunità scientifica: per il prossimo secolo non sono previsti impatti del genere, ma la finestra di preavviso potrebbe rivelarsi insufficiente. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!