Da oggi, martedì 27 gennaio, scatta una nuova ondata di rincari per i fumatori italiani. È la seconda fase degli aumenti previsti dalla legge di Bilancio 2026, che prevede un progressivo incremento delle accise sui tabacchi lavorati e mira a incrementare le entrate fiscali dello Stato. Dopo l’aumento generalizzato dello scorso 16 gennaio, che aveva già portato a un rincaro medio di 30 centesimi per diversi marchi, è ora il turno delle sigarette Camel, interessate da una revisione al rialzo dei prezzi al consumo.
I rincari, come anticipato, riguardano diversi prodotti della linea Camel. Il prezzo di un pacchetto di Camel Activate, Blue, Blue 100S, Orange, Silver, White, Yellow e Yellow 100S sale ora a 6,30 euro. Rincari anche per altre varianti della stessa marca: Camel Blue (cartoccio), Camel Senso Gold e Camel Yellow (cartoccio) passano a 5,80 euro, mentre Camel Compact ed Essential Blue raggiungono quota 6,00 euro. Una variazione di prezzo significativa, che impatta una delle marche più diffuse tra i consumatori abituali.
L’obiettivo della misura è in primo luogo fiscale: lo Stato punta a ottenere nel solo 2026 un gettito aggiuntivo di circa 900 milioni di euro, parte di un piano triennale che prevede entrate complessive pari a 1,47 miliardi di euro. Secondo quanto dichiarato dal presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, l’aumento delle accise sulle sigarette garantirà 213 milioni nel 2026, 465,8 milioni nel 2027 e 796,9 milioni nel 2028. La tassazione sui tabacchi rappresenta ogni anno un’importante fonte di entrate per l’erario, con circa 15 miliardi di euro incassati dallo Stato.
Nel dettaglio, l’accisa sui tabacchi lavorati passerà dai 29,50 euro per 1.000 sigarette del 2025 a 32 euro nel 2026, 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro nel 2028. A crescere sarà anche la soglia minima dell’accisa sui sigaretti: 47 euro per l’anno 2026, 49 euro per l’anno 2027. Misure che puntano non solo a incrementare le entrate pubbliche, ma anche a scoraggiare, almeno in linea teorica, il consumo di prodotti da fumo.
Tuttavia, secondo molti esperti, questi rincari non sono ancora sufficienti a influenzare in modo significativo le abitudini dei fumatori. Il prezzo medio resta relativamente basso rispetto ad altri Paesi europei, e l’impatto sulle vendite potrebbe essere contenuto. Il dibattito rimane aperto tra esigenze di salute pubblica, equilibrio fiscale e tutela dei consumatori. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
