Con l’inizio di febbraio, il Mediterraneo torna sotto l’influenza decisa delle correnti atlantiche. Dopo una seconda metà di gennaio già segnata da un cambio di circolazione, la nuova settimana si apre nel segno di un’intensa e persistente instabilità atmosferica: l’Italia sarà bersaglio di una serie di perturbazioni di origine oceanica che, a partire da lunedì 2 febbraio, interesseranno gran parte del territorio nazionale con piogge abbondanti, venti sostenuti e nevicate anche a bassa quota.
L’avvio della settimana sarà scandito dall’arrivo di un primo fronte perturbato, preceduto da un sensibile aumento della copertura nuvolosa. Le prime precipitazioni si manifesteranno nel corso di lunedì sulle regioni nord-occidentali, in particolare sul Piemonte meridionale, dove è attesa anche la neve a quote insolitamente basse per la stagione. A favorire questi fenomeni sarà la presenza di un cuscinetto di aria fredda nei bassi strati, ancora ben radicato in pianura padana occidentale.
Il peggioramento più marcato è però previsto per martedì 3 febbraio, quando un profondo minimo depressionario centrato tra il Golfo Ligure e l’alto Tirreno spingerà verso l’Italia un’intensa perturbazione. Le precipitazioni saranno particolarmente insistenti su Liguria di Levante, alta Toscana e settori del Triveneto, dove i modelli previsionali indicano accumuli prossimi, e localmente superiori, ai 100 mm giornalieri. Si tratta di quantitativi di pioggia rilevanti, in grado di generare criticità idrogeologiche e idrauliche, soprattutto nei bacini già saturi dopo gli eventi recenti.
Nel corso di mercoledì 4 febbraio, la struttura perturbata traslerà verso il Sud, investendo anche le regioni centrali adriatiche e l’intero Meridione, con rovesci e temporali diffusi. L’instabilità si estenderà fino alla Sicilia e alla Calabria, accompagnata da venti intensi meridionali e un generale calo delle temperature.
Il comparto alpino beneficerà di nevicate diffuse e abbondanti, specie sui settori centro-orientali, con apporti nevosi significativi sopra i 1000-1200 metri. Questa nuova fase perturbata, se confermata, rappresenterà un contributo prezioso al manto nevoso in vista dell’appuntamento olimpico di Milano-Cortina 2026. Particolarmente interessante sarà inoltre la possibilità di nevicate fino in pianura sul Piemonte occidentale, dove l’aria fredda al suolo potrebbe resistere a sufficienza da consentire fioccate anche a quote prossime ai 200-300 metri. Tra le aree più esposte si segnalano le province di Torino, Biella, Alessandria e Cuneo.
L’evoluzione meteo a medio termine lascia intendere che questo schema perturbato possa proseguire almeno fino al termine della prima decade di febbraio, con ulteriori impulsi instabili attesi in successione. La configurazione barica, infatti, mostra un’Atlantico particolarmente attivo, con correnti tese da ovest che continueranno a convogliare aria umida e perturbata verso il bacino centrale del Mediterraneo.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
