La premier Giorgia Meloni è giunta a Torino poche ore dopo i violenti scontri che hanno segnato il corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna, trasformando una manifestazione annunciata come protesta in un campo di battaglia urbano. L’arrivo all’aeroporto di Caselle e poi la visita all’Ospedale Molinette, dove è ricoverato l’agente Alessandro Calista, ferito durante le tensioni, segnano un chiaro segnale politico: lo Stato, nelle intenzioni del Governo, non arretra di fronte alla violenza.
Meloni ha scelto di incontrare personalmente gli agenti e i militari coinvolti, sottolineando un messaggio di vicinanza istituzionale e allo stesso tempo di fermezza. La premier ha poi affidato ai social parole nette, che non lasciano spazio a interpretazioni: “Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta”. Una linea dura che rivendica i provvedimenti messi in campo dal Governo contro i responsabili di devastazioni e aggressioni, ma che ora chiama in causa anche la Magistratura, sollecitata a “fare fino in fondo la propria parte”.
Il riferimento è esplicito a precedenti casi in cui misure cautelari e condanne si sono arenate tra ricorsi, attenuanti e scarcerazioni. “Non si ripetano episodi di lassismo”, ammonisce Meloni, ribadendo che la tutela delle forze dell’ordine è una priorità strategica, non solo simbolica. In un momento di tensione crescente nei rapporti tra piazza e istituzioni, la visita di oggi vuole rafforzare un’immagine di compattezza del fronte governativo nella gestione dell’ordine pubblico, ma al tempo stesso lancia un messaggio severo a chi, sotto la bandiera della protesta, cerca lo scontro fisico con lo Stato. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
